Se la metto in pratica mi fa vivere tutta un'altra vita, straordinariamente più ricca di quella che avrei ideato fidandomi solo di me.
Solleviamoci, è ora
Noi siamo quelli
che se ne vanno
pieni di vento
e di sole
in deserti
affollati
di illusioni
e non tornano più
abbagliati
da spaccati di vita.
Siamo riflessi
di affetti
profondi.
Pensieri
di fresca rugiada
posata sulla notte
che non conosce
nuvole.
Siamo i sospesi
tra sogno e realtà,
quelli sul sottile confine
tracciato
dai meandri
dei desideri.
Siamo splendide bugie
di una terra
che fatica
ad alzarsi
sui marciapiedi
della vita.
Siamo polvere
di un tempo
inesorabile
che ci riporta
tra le caverne opache
dei ricordi.
Siamo l’urlo
di amici perduti
non ancora tornati,
che raccoglie
sogni lanciati
su nuvole rosa
gonfie di cuore
nel cielo sospeso
della gioventù.
Siamo parole
mai dette
intrappolate
tra i rami
scheggiati
di un inverno
che fatica
nel risveglio.
Siamo vita
che scoppia
nei focolai spenti
accesi dal giorno che nasce
a dispetto di tutto.
Preghiere
Strappate ai silenzi
concessi da un Dio
che non ama
piangersi addosso.
Siamo
l’andata e il ritorno
di noi stessi.
Solleviamoci.
E’ ora.
PAESE MIO
Paese mio
cinto a primavera
di riccioluti gorgheggi
affaccendati
come comari
nel via vai del giorno
ti vai combinando
tra nuvole ariose
all’orizzonte
e sogni fermi
dietro vetri antichi.
Tu non conosci gli anni.
Il tuo grembo
avrà sempre un vecchio
davanti ai tuoi tramonti
aggrappato
ai sapori di campagna
mentre torna stanco
con le zolle in mano
cantando
la fatica della terra.
E non conosci spazi.
Sei tutto lì
che vivi di germogli
seminati
nei cuori della gente
che s’adatta
all’ombra
dell’inverno
mentre fuori
è estate.
Per questo
non ti mancano
i sorrisi
strappati ai vicoli
intrecciati e bui
come strette di mano
nel bisogno
tra calde mura
di camini accesi.
Tra gli alberi d’ulivo
bagnati di sole
che lasciano un’impronta
tra le rughe
dei ricordi
che strada voltando
riporta
inesorabilmente
a te.
mostra di poesie
Solleviamoci, è ora
mercoledì 18 novembre 2009
Rino Gaetano e Franco Costabile: due calabresi doc
Articolo pubblicato sul Illametino
lunedì 26 ottobre 2009
Lettera a Franco Costabile
……………………………continua
venerdì 31 luglio 2009
La Riforma Gelmini va incontro al problema burn-out degli insegnanti?
lunedì 29 giugno 2009
sabato 27 giugno 2009
mercoledì 17 giugno 2009
giovedì 4 giugno 2009
domenica 3 maggio 2009
domenica 5 aprile 2009
domenica 29 marzo 2009
Il ritorno a casa di Ciuffettino( Girotondo)
Nel corso dell’avventura, il ragazzo s’imbatte in strani personaggi e animali temibili come il Lupo Mannaro. Adottato da molti piccoli telespettatori del periodo, simbolo moderato dei fermenti giovanili di fine anni ’60, Ciuffettino rappresenta il personaggio più anticonformista di quegli anni insieme a Gianburrasca.
La sceneggiatura è firmata da Angelo D’Alessandro.
La colonna sonora è composta da Mario Pagano.
I pupazzi che il protagonista incontra nel suo girovagare sono stati ideati da Velia Mantegazza. Tra gli altri interpreti della serie si segnalano: Leonardo Severini, Enzo Guarini, Antonietta Lambroni, Vanna Nardi, Alberto Amato, Pino Cuomo, Federico Scrobogna, Gastone Pescucci, Dina Perbellini.
Nel corso della decima edizione del Festival il Direttore Artistico del Festival, giornalista Franco Mariani, ha recuperato presso l'archivio Rai i 6 episodi che compongono il telefilm, andato in onda nella storica Tv dei Ragazzi della Rai negli anni 70, e mai più riproposto dalla Rai, per proiettarlo a Firenze nello storico studio A della sede Rai della Toscana.
Alla serata del Gran Galà a Villa Basilica è poi intervenuto il mitico Ciuffettino, al secolo Maurizio Ancidoni.
Ciuffettino s'imbatte nel lupo mannaro
Nel corso dell’avventura, il ragazzo s’imbatte in strani personaggi e animali temibili come il Lupo Mannaro. Adottato da molti piccoli telespettatori del periodo, simbolo moderato dei fermenti giovanili di fine anni ’60, Ciuffettino rappresenta il personaggio più anticonformista di quegli anni insieme a Gianburrasca.
La sceneggiatura è firmata da Angelo D’Alessandro.
La colonna sonora è composta da Mario Pagano.
I pupazzi che il protagonista incontra nel suo girovagare sono stati ideati da Velia Mantegazza. Tra gli altri interpreti della serie si segnalano: Leonardo Severini, Enzo Guarini, Antonietta Lambroni, Vanna Nardi, Alberto Amato, Pino Cuomo, Federico Scrobogna, Gastone Pescucci, Dina Perbellini.
Nel corso della decima edizione del Festival il Direttore Artistico del Festival, giornalista Franco Mariani, ha recuperato presso l'archivio Rai i 6 episodi che compongono il telefilm, andato in onda nella storica Tv dei Ragazzi della Rai negli anni 70, e mai più riproposto dalla Rai, per proiettarlo a Firenze nello storico studio A della sede Rai della Toscana.
Alla serata del Gran Galà a Villa Basilica è poi intervenuto il mitico Ciuffettino, al secolo Maurizio Ancidoni.
Ciuffettino film di 40 anni fa
Nel corso dell’avventura, il ragazzo s’imbatte in strani personaggi e animali temibili come il Lupo Mannaro. Adottato da molti piccoli telespettatori del periodo, simbolo moderato dei fermenti giovanili di fine anni ’60, Ciuffettino rappresenta il personaggio più anticonformista di quegli anni insieme a Gianburrasca.
La sceneggiatura è firmata da Angelo D’Alessandro.
La colonna sonora è composta da Mario Pagano.
I pupazzi che il protagonista incontra nel suo girovagare sono stati ideati da Velia Mantegazza. Tra gli altri interpreti della serie si segnalano: Leonardo Severini, Enzo Guarini, Antonietta Lambroni, Vanna Nardi, Alberto Amato, Pino Cuomo, Federico Scrobogna, Gastone Pescucci, Dina Perbellini.
Nel corso della decima edizione del Festival il Direttore Artistico del Festival, giornalista Franco Mariani, ha recuperato presso l'archivio Rai i 6 episodi che compongono il telefilm, andato in onda nella storica Tv dei Ragazzi della Rai negli anni 70, e mai più riproposto dalla Rai, per proiettarlo a Firenze nello storico studio A della sede Rai della Toscana.
Alla serata del Gran Galà a Villa Basilica è poi intervenuto il mitico Ciuffettino, al secolo Maurizio Ancidoni.
sabato 28 marzo 2009
martedì 17 marzo 2009
C'era un bambino che usciva W.Wihtman
loro, la vita stessa è un’avventura creativa.
Le esplorazioni più elementari compiute dal bambino nel suo mondo sono di per se stesse degli
esercizi creativi per risolvere dei problemi. In questa fase il bambino intraprende un processo di
invenzione di se stesso destinato a durare tutta la vita. In questo senso, ogni bambino reinventa laparola, il movimento, l’amore; riscopre l’arte, in quel suo primo scarabocchio che chiama
“cagnolino”; e quando scopre il piacere di plasmare un pezzo d’argilla dandogli la forma di un
serpente, eccolo fondare una nuova scultura.Il seme della creatività e già lì, nel bambino di pochi mesi, nel suo desiderio nel suo impulso adesplorare, a fare scoperte sulle cose, a provare e sperimentare modi diversi di manipolare e osservare gli oggetti. Quando crescono, poi, i bambini cominciano a creare, nel gioco, interiuniversi di realtà. Una lavatrice viene consegnata in un’enorme scatola di cartone. I bambini giocheranno con la scatola per settimane, strisciandoci dentro e fuori e continuando a reinventarla: oggi é la tana di unorso, domani una gondola, oppure una mongolfiera che si libra sulla campagna – in pratica qualunque cosa, fuorché l’imballaggio vuoto in cui hanno consegnato la lavatrice nuova. Le esperienze creative che facciamo durante l’infanzia modellano gran parte di ciò che faremo poi da adulti- dal lavoro alla vita familiare. La vitalità – a dire il vero - la stessa sopravvivenza della nostra società- dipende dalla sua capacità di educare giovani avventurosi in grado di risolvere i problemi in modo innovativo.
I genitori possono incoraggiare o sopprimere la creatività dei propri figli sia nell’ambiente
domestico, sia attraverso le aspettative e le pretese che hanno nei confronti della scuola.
Ma la naturale curiosità e il piacere tipici dell’infanzia sono solo una parte della storia. Quante più
cose impariamo sulla creatività, tanto più é chiaro che a preparare la strada ad una vita creativa é l’attrazione precoce del bambino per una particolare attività.
Se riusciamo ad evitare la concezione tradizionale, tanto limitata, dell’intelligenza e del profitto, ci
rendiamo conto che durante l’infanzia lo spirito creativo può essere alimentato in molti modi. Ma
per farlo dobbiamo partire da una comprensione elementare dello sviluppo umano.
Se non é necessario insegnare ai bambini ad essere creativi, é perché la creatività é un requisito
essenziale per la sopravvivenza umana.
[tratto da, Lo spirito creativo, ed. Mondolibri 1999]