Se la metto in pratica mi fa vivere tutta un'altra vita, straordinariamente più ricca di quella che avrei ideato fidandomi solo di me.
Solleviamoci, è ora
Noi siamo quelli
che se ne vanno
pieni di vento
e di sole
in deserti
affollati
di illusioni
e non tornano più
abbagliati
da spaccati di vita.
Siamo riflessi
di affetti
profondi.
Pensieri
di fresca rugiada
posata sulla notte
che non conosce
nuvole.
Siamo i sospesi
tra sogno e realtà,
quelli sul sottile confine
tracciato
dai meandri
dei desideri.
Siamo splendide bugie
di una terra
che fatica
ad alzarsi
sui marciapiedi
della vita.
Siamo polvere
di un tempo
inesorabile
che ci riporta
tra le caverne opache
dei ricordi.
Siamo l’urlo
di amici perduti
non ancora tornati,
che raccoglie
sogni lanciati
su nuvole rosa
gonfie di cuore
nel cielo sospeso
della gioventù.
Siamo parole
mai dette
intrappolate
tra i rami
scheggiati
di un inverno
che fatica
nel risveglio.
Siamo vita
che scoppia
nei focolai spenti
accesi dal giorno che nasce
a dispetto di tutto.
Preghiere
Strappate ai silenzi
concessi da un Dio
che non ama
piangersi addosso.
Siamo
l’andata e il ritorno
di noi stessi.
Solleviamoci.
E’ ora.
PAESE MIO
Paese mio
cinto a primavera
di riccioluti gorgheggi
affaccendati
come comari
nel via vai del giorno
ti vai combinando
tra nuvole ariose
all’orizzonte
e sogni fermi
dietro vetri antichi.
Tu non conosci gli anni.
Il tuo grembo
avrà sempre un vecchio
davanti ai tuoi tramonti
aggrappato
ai sapori di campagna
mentre torna stanco
con le zolle in mano
cantando
la fatica della terra.
E non conosci spazi.
Sei tutto lì
che vivi di germogli
seminati
nei cuori della gente
che s’adatta
all’ombra
dell’inverno
mentre fuori
è estate.
Per questo
non ti mancano
i sorrisi
strappati ai vicoli
intrecciati e bui
come strette di mano
nel bisogno
tra calde mura
di camini accesi.
Tra gli alberi d’ulivo
bagnati di sole
che lasciano un’impronta
tra le rughe
dei ricordi
che strada voltando
riporta
inesorabilmente
a te.
mostra di poesie
Solleviamoci, è ora
giovedì 26 febbraio 2009
SECCHIONI ALLA RISCOSSA
La Scuola italiana ha promosso un sistema meritocratico che ha lo scopo di incentivare lo studio nei ragazzi e di introdurre anche l’idea di “mens sana in corpore sano”. Gli alunni con la media dell’8 avranno dei bonus da spendere in libri o altre attività. Verranno premiati così gli sforzi di tutti quei ragazzi trattati come anomalie dai propri compagni (ma che anomalie non sono, il lavoro di uno studente non consiste forse nello studiare?) e che prediligono lo studio e il sapere ai vagabondaggi pomeridiani privi di scopo. Secchione è accrescitivo di secchia e si dice di alunno sgobbone o che studia molto». Per spiegare il rapporto che c’è tra secchio e studio, più che pensare all’alunno che va continuamente a riempire il suo secchio al pozzo della scienza, c’è chi ritiene che si debba ricorrere a sgamelà («sgobbare, lavorare molto»), che fa pensare a gamela, il recipiente per il rancio dei soldati, e di qui si passa a un recipiente più grande, il segión. La parola negli ultimi anni è entrata nell’italiano come termine gergale studentesco. Nessuno vuole essere sgobbone, neanche chi lo è, anche se studiare dovrebbe essere normale per uno studente. Di solito la parola viene usata in senso dispregiativo, ma talvolta si può accompagnare anche a una certa invidia per chi fa una cosa che è difficile fare. Oggi molti genitori, dotati di buona cultura, condividono la stessa frustrazione che si scontra con l’assoluta reticenza all’approfondimento dei contenuti scolastici da parte dei loro figli soprattutto se maschi mentre le ragazze si sentono più libere di fronte alla possibilità di indagare un po’ di più, e possono decidere se farlo oppure o no, però vengono colte dalla fibrillazione che prende il ragazzo maschio quando gli si prospetta l’eventualità di andare oltre quanto richiesto dai programmi scolastici. Non bisogna mai stancarsi però di proporre la fiaccola di Prometeo perché se o quando potranno i figli la afferreranno. Il nome di Prometeo significa "colui che riflette prima". Il mito di Prometeo, dio che ruba agli dei la sacra scintilla del fuoco e la porta sulla terra, simboleggia la ragione, la libertà e la creatività umana. Ci dice che intelligenza e tecnica stanno insieme. Prometeo fu punito per aver dato la ragione e la civiltà agli uomini, che solo gli dei potevano possedere, ma Prometeo non si limita a consegnare il fuoco. Egli, infatti, agli uomini insegna anche a mantenere viva la fiaccola. Prometeo è anche colui che rinchiude nel famoso vaso di Pandora (poi incautamente aperto proprio da quest’ultima) tutti i mali che possono affliggere l’uomo, dalla malattia alla morte, dalla vecchiaia alla pazzia e alla fatica. La leggenda tramandataci dalla mitologia greca ci suggerisce anche un’altra pista di ricerca molto interessante: dentro il fatidico vaso di Pandora, tardivamente richiuso, rimane qualcosa: la speranza. Vincere la paura di imparare e scoprire , poi, di sapere davvero qualcosa di importante, è oggi per un adolescente molto difficile perché il sapere, quello vero, non il ripetere a memoria o passivamente le formulette e le lezioni orali proposte dal professore o dal libro, il sapere che ognuno costruisce da sé per se stesso combinando diversi input quali la scuola, i genitori, la rete internet, i libri le intuizioni personali, apre la strada alla responsabilità . Una volta che si sa qualcosa di non convenzionale si è spinti a verificarlo e ad approfondirlo. Inizia così la formazione di un “Io” che accetta di crescere, di essere unico e irripetibile, diverso da tutti come la persona umana è, con idee che sono sue, non solo quelle suggerite dai professori e/o condivise con i compagni. Aprirsi alle nuove proposte, o a categorie contenutistiche diverse e originali, ignote ai compagni di classe e che gli insegnanti hanno accantonato per eccessivo protezionismo o per pigrizia e per comodità di snellire il programma, significa per i ragazzi rompere con l’infanzia e anche accettare di essere, almeno in alcune questioni, un po’ solo, non inquadrato in un folto gruppo. Sottraendo i fenomeni alla semplificazione dei libri i genitori offrono ai figli il fuoco di Prometeo: qualcosa che può provocare invidia, isolamento forse anche qualche punizione come i fenomeni di bullismo rivolti ai “secchioni “ della classe i quali vengono visti anche come coloro che studiano molto e non hanno vita sociale. E’ un modo per escludere socialmente e riaffermare da parte della comunità antropologica dei mediocri, della piccola borghesia scolastica, il proprio sistema di valori, più o meno dichiaratamente anti-scolastico. La scuola tende al conformismo e teme la formazione di personalità autonome per paura di non essere all’altezze di gestirle: l’adolescente lo sente e realisticamente si adegua. Nessuno vuole diventare l’unico cigno in mezzo alle anatre anche perché la bellezza avventurosa della formazione personale è lontana dai programmi didattici. “Rimane la dura constatazione che siamo degli eterni orfani di un novello Prometeo che ogni volta sembra fare capolino e poi, puntualmente, non arriva, si dissolve. Ma allora le domande fondamentali che oggi ci dobbiamo porre, tutti quanti indistintamente (e dalle quali allo stesso tempo è necessario ripartire) sono: in quale direzione sta andando la conoscenza con i suoi limiti e con le sue possibilità e come si muove l’uomo contemporaneo tra quella che possiamo definire etica del rischio e quella che Max Weber ci ha insegnato a chiamare etica della responsabilità. La scienza ci tocca sempre più da vicino, fino a raggiungere il nostro intimo e investendo praticamente la gran parte delle scelte del nostro vivere quotidiano. Infine la delicata questione ecologica e, allo stesso tempo, torniamo all’orizzonte della responsabilità. Forse possiamo assumere come simbolo del nostro pianeta sofferente la figura del Prometeo che, strappato il fuoco agli dèi, viene punito. Ma come tornare a liberarlo come fece Eracle? Naturalmente affrontare queste tre cruciali questioni equivale, da una parte, ad essere consapevoli del coinvolgimento pluridisciplinare e anzi propriamente interdisciplinare di fondo. Se ci siamo chiesti e continuiamo a chiederci dove stiamo andando e come si configura il futuro prossimo dell’evoluzione umana. Vanno ripensati tanto i contenuti quanto il metodo del nostro pensiero contemporaneo se non altro alla luce di uno stato di cattiva salute del pianeta. C’è perciò un problema prioritario: della presa di consapevolezza a livello collettivo Luca e Francesco Cavalli Sforza hanno scritto di recente che la nostra salvezza «non sta in un altro mondo, ma in ciò che sapremo fare di questo». non possiamo mai abbassare la guardia sul come usarla. Abbiamo ben stretta in pugno la fiaccola del fuoco che Prometeo ha strappato agli dèi per noi: vediamo di non bruciarci le mani. (Giuseppe Moscati).
giovedì 5 febbraio 2009
Le stagioni della Vita (RECITA SCOLASTICA )
E’ INVERNO.
Un bimbo seduto accanto all’albero secco recita:
Vorrei restare qui accanto a te
silenzioso e saggio
per farmi consolare
dalla tua pace antica,
libero di respirare
il tuo respiro
di sentire la mia linfa
scorrere con la tua,
vorrei restare qui alla tua ombra
a guardare rincorrersi le nuvole
e accendersi le stelle
spettatore di un tempo immobile
che si colora dei giorni e le stagioni
libero di sentirmi
un tuo ramo,
una tua foglia
e poi aria, cielo, luce...
Molecola
nella danza infinita.
Il bimbo resta in silenzio e ripete alcuni versi: Sentire la mia linfa scorrere con la tua....PIOVE.
ENTRA LO SPIRITO DELLA PIOGGIA:
O dei della pioggia che siete rossi, azzurri gialli, grigi e trasparenti come l’acqua, vi chiediamo di essere felici senza lacrime, sereni senza tristezza e tranquilli senza solitudine. Continuate a vivere sopra di noi, a fare ciò che avete sempre fatto con amore e benevolenza, donateci le cose migliori della vita, permetteteci di essere amati e benvoluti, di ottenere quanto sempre abbiamo desiderato.
Entra lo Spirito del Sole: Sveglia dormigliona. E’ ora. E’ giunta la Primavera. Guarda le nuvole e il mondo che si riempie di colori e luce dei miei raggi.
Arriva la primavera. Tutta la natura canta e ride: il ruscello, le lucertole, i fiori, le piante, le farfalle. Tutti sono felici, l’albero ordina alle sue radici di bere i succhi del terreno e di farli salire su per le vene del tronco: Ahhh, che sonno, radici bevete i succhi della terra così potrò svegliarmi presto.
L’albero madre scuote i rami e fa salire la linfa: Oggi è il giorno più bello della mia vita. Fra poco incontrerò le mie figlie. Sono molto emozionata!! Avrò molto da fare: ascoltarli, guidarli, rimproverarli, fargli accettare e amare la Vita così com’è senza mai scoraggiarsi. Insegnerò loro a sperare e a lottare nei momenti di vento e di temporale, ad abbassare il capo con umiltà quando la notte coprirà il loro volto e a chiedere scusa, a perdonare i bruchi, i ragni e le formiche. Ho bisogno di prepararmi il cuore, non sarà facile per me. Avrò mille dubbi e mille rimproveri da farmi ma credo che alla fine ce la farò ascoltando il soffio del vento, i consigli della pioggia ed il calore sole che mi scalderà il cuore nei giorni freddi. Sta per iniziare un lungo e faticoso viaggio ma invocherò il cielo sopra di me e mi manderà nubi a sufficienza o con moderazione.
Le foglie sono legate all’albero con un nastro e man mano che parlano avanzano srotolandosi e cominciano a spuntare ad una ad una presentandosi al mondo…. Coi lori nomi. Poi iniziano parlare:
FOGLIA PIA: Ti ringrazio Spirito della Vita per la linfa che vorrai donarmi! Che ogni mia azione sia diretta dallo Spirito del Vento, ed ogni mio pensiero dallo Spirito del Sole.
FOGLIA POETA : Noi siamo le foglie che ballano velocemente un ballo rosso nero arancione verde azzurro bianco granato giallo violetto nell'aria, nei fiori, nel nulla, sempre volanti, consecutive e remote.
FOGLIA RIBELLINA: Uffa, quante sciocchezze, io non voglio stare attaccata qui per tutta la mia breve vita, non posso essere nata solamente per rimanere immobile a guardare il mondo da quassù, voglio viaggiare e voglio esplorare i boschi e le valli. La vita è una sola e voglio godermela fino in fondo!
ALBERO MADRE: Tu sei nata per essere foglia e non uccello o fiume o roccia…il tuo posto è qui tra noi!
FOGLIA RIBELLINA: Sciocchezze, la vita va vissuta…Altrimenti non capiremo mai chi siamo e cosa vogliamo.
FOGLIA DEBOLINA: Brrr! E’ meglio per te se resti qui al sicuro, niente ti potrà scalfire. Né il ghiaccio, né la neve.
RIBELLINA: Tu sei fragile e non farai molta strada, vivrai chiusa nel tuo mondo per paura di tutto.
DEBOLINA: Come si diventa forti?
RIBELLINA: Si diventa forti aprendosi agli altri e al mondo, per questo vado via. E sorridi ogni tanto, sei sempre così musona!!
DEBOLINA: Tu non mi vuoi bene, tu non vuoi bene a nessuno, tu pensi solo a te stessa.
RIBELLINA: E a me chi ci pensa?Chi ascolta le mie ragioni?
SOFIA: Se resti io ti aiuterò a capire chi sei!
RIBELLINA: Ah sì! e come sapientina mia?
SOFIA: Semplice. Sei una foglia e tale resterai. Tu devi solo piegarti quando soffia il vento, respirare ed essere bella.
RIBELLINA: Sì se proprio devo fare la foglia preferisco farla a modo mio.
DEBOLINA: Puoi volare nel cielo contro corrente, sfidare i venti, sorvolare le montagne, ma sarai senza radici.
RIBELLINA: Ci penserò su , per ora mi limiterò ad ascoltare le vostre chiacchiere!
FOGLIA SOFIA: Che cosa sono le chiacchiere?
FOGLIA VANITOSA: Io sono la foglia più bella di tutte, il mio vestito di seta è verde lucente, le mie nervature sono forti e ricche di clorofilla dolce e succosa. Mi piace farmi ammirare da tutti proprio dal mio trono regale.
DEBOLINA: Ecco, queste sono le chiacchiere!
FOGLIA SCIENTIFICA: numeri, soltanto numeri.
TUTTE: Vanitosa!!!
VANITOSA: Invidiose, voi non sarete mai belle come me, chi nasce mediocre resta mediocre per tutta la vita.
OTTIMISTA: Ciò che conta non è essere mediocri o intelligenti ma è come ti rivolgi al Sole, al Vento, alla Pioggia e alla Terra. Se dai la parte illuminata o la parte scura di te.
VANITOSA: Tutti discorsi inutili, chi è bella è bella sempre.
SOFIA: Ah, e che cosa vuol dire mediocre, vanitosa,bella, invidiosa, lucente ?
SCIENTIFICA: Bhé, che sei nata.
SOFIA: E perché sono nata?
ALBERO MADRE: Perché sei nel ritmo delle stagioni!
SOFIA: E che cos’è il ritmo delle stagioni?
MADRE: Lo capirai vivendo! Intanto vivi!
SOFIA: Uhm, lo capirò vivendo! Intanto vivo!
RIBELLINA: Mi annoio qui, voglio andare via!
FOGLIA CANORA: Ribellina canta con me…Che bel giorno oggi è per me, canto e rido insieme a te.
RIBELLINA: Meno male che ci sei tu, almeno tu canti!
Arriva lo Spirito del Vento e soffia sulle foglie. Qualcuna traballa e fatica a restare attaccata al ramo: Sono lo Spirito del Vento, l’imprevedibile soffio, l’inafferrabile ed irraggiungibile destino. La vostra vita dipende dalla forza che metterete per restare unite. Io vi sarò di aiuto e vi porterò ad inseguire il vostro destino bello o brutto che sia.
SOFIA: Destino? Cos’è il destino?
FOGLIA DEBOLINA :Aiuto ho paura, madre. Il vento mi vuole portare via con sé.
ALBERO MADRE: Tieni duro, aggrappati al ramo, e sta’ tranquilla , dai!! Ti aiuto io.
SPIRITO DEL VENTO: Tua madre non potrà esserti di aiuto. Io sono più forte di lei. Sono l’amico di tutti gli Spiriti.
RIBELLINA: Se proprio devi prendere qualcuna prendi me. Io verrò via con te, lascia le mie sorelle, portami a conoscere il mondo.
SPIRITO DEL VENTO: Potrai finire in un fiume e affogare…
RIBELLINA: Non m’importa!
SPIRITO DEL VENTO:Potrai essere divorata dagli animali del bosco…………..
RIBELLINA: Non importa!
SPIRITO DEL VENTO: Potrai essere sepolta sotto un campo di grano………
VANITOSA: Stupido ventaccio, hai strappato il mio bellissimo vestito, vattene via…lasciaci in pace oggi!
SPIRITO DEL VENTO: La bellezza può svanire presto, non lo sapevi?
VANITOSA: Aaaaaah, salvatemi vi prego, anche stracciata…..
RIBELLINA: Addio sorelline, addio, devo andare, non posso più restare. Devo conoscere ciò che non so.
ALBERO MADRE : Va’ foglia dei miei rami, ti auguro pace, amore e prosperità e che tu possa incontrare amici che ti indicheranno il cammino.
DEBOLINA: Mi mancano le forze, non riesco a tenermi, addio sorelle, addio madre!
PIA: Abbi fiducia!Spirito della Vita salva le mie sorelle ti prego!!!
SPIRITO DELLA VITA: Pia, ogni foglia che passa nella nostra vita è unica. Lascia sempre un po’ di sé e prende un poco di noi.
Il Vento soffia, le foglie ballano e Ribellina si stacca. Anche Debolina scivola a terra e muore. Quando il Vento sparisce sghignazzando le foglioline rimaste vive piangono per le sorelline che sono andate via
PIA: Perché, Spirito della Vita, perché non le hai salvate, perché…..!?
SOFIA: Lo Spirito della Vita dà la vita non la morte!!!
Tutte: Guardate è nata una nuova sorellina.
SCIENTIFICA: Come la chiameremo? Tenerina? Ti piace?
TENERINA: Sì, mi piace. Che parole bisogna dire per dare tenerezza? per dare gioia? felicità? amicizia? libertà? bisogna dire foglie, uccelli, acqua, vento, gabbiani, bambini? O bisogna prendersi per mano? E se non dico niente, se taccio? Se vi guardo semplicemente e vi sorrido?
SOLITARIA: Forse è la cosa più giusta, a volte il silenzio dice più di ogni parola.
TENERINA: Ma tu chi sei? Perché stai lì tutta sola, in silenzio..
SOLITARIA: Le parole consumano un certo quantitativo di energia che dovrebbe portare nuova vitalità al corpo.
TENERINA: Davvero? Nel silenzio si diventa più forti?
SOLITARIA: Sicuramente….si sfrutta al meglio la linfa che sale dal tronco. Una foglia dovrebbe riservare mezz'ora al giorno per la meditazione e il silenzio.
TENERINA :Ma dov’è il silenzio?
SOLITARIA: C'è il silenzio del cielo prima del temporale,
delle foreste prima che si levi il vento,
del mare calmo della sera,
di quelli che si amano,
della nostra anima,
e poi c'è il silenzio
che chiede soltanto
di essere ascoltato.
ENTRA IL BIMBO E CANTA : Concedimi, o Grande Spirito, d'imparare la lezione che hai nascosto in ogni foglia ed in ogni sasso. Io voglio essere forte, non per vincere il mio fratello, bensì per combattere il mio più grande nemico che non è il vento bensì me stesso.
COL PIANTO DELLE FOGLIE INIZIA UNA PIOGGERELLINA SOTTILE.
TUTTE LE FOGLIE: Lo Spirito della Pioggia ha ascoltato il nostro pianto e viene a consolarci…..
SPIRITO DELLA PIOGGIA: Perché piangete?SCIENTIFICA: Abbiamo perso le nostre sorelle!
TENERINA: Veder cadere le foglie mi lacera dentro soprattutto se il cielo è sereno, soprattutto se ho avuto, una buona notizia soprattutto se il cuore non mi fa male, soprattutto se mi sento d'accordo con gli animali e con me stessa.
SPIRITO DELLA PIOGGIA: Non piangete su, giochiamo insieme. Prendete le mie gocce e posatele sui vostri vestitini ….Guardate, farò una splendida magia. Adesso chiamate con me per tre volte :VIENI O SPIRITO DEL SOLE!
TUTTE: Vieni o Spirito del Sole!!! Vieni o Spirito del Sole!!!Vieni o Spirito del Sole!!!
ARRIVA LO SPIRITO DEL SOLE CHE FA BRILLARE LE GOCCE COME CRISTALLI:
FOGLIA CANORA: Oh, che magia, che meraviglia, l’arcobaleno dal cielo è sceso qui tra noi!!!!
TUTTE: Grazie !!! Che splendido regalo ci hai fatto!!!
SPIRITO DEL SOLE: Su adesso asciugate le lacrime, non è più tempo di piangere. E’ giunta la bella stagione in cui si ride, si canta, si danza, si lotta e si spera. Vi darò fiori e frutti per consolarvi e per alleviare il dolore del distacco. Vi regalerò tutto ciò che ho di più bello, api, farfalle, uccellini, formiche che vi terranno compagnia e dovrete averne cura, ma…attenti al Bruco o perderete ogni cosa……
ALBERO MADRE: Sì, figlie mie, ma attenti al Bruco! E’ giunta l’ora che voi sappiate.
TUTTE: Il Bruco? Chi è costui?
VANITOSA: Aiuto! Lasciatemi cadere! Il nulla è meglio del patire questo dolore, guardate questo verme che lentamente mi sta divorando, mi fa male, il mio vestito è tutto piano di buchi, fate che io non assista a questa crudeltà, fatemi cadere prima.
La Foglia parla con disperazione al suo albero, ed improvvisamente il bruco che la divora prende a parlarle.
BRUCO: Ah, Ah, scusa ma parli di me? Sarei io l’essere cattivo che ti porta tanta disperazione?
Il bruco prese a grattarsi il capo con la sua piccola manina, come incredulo all’affermazione della foglia
VANITOSA: Si, sei tu malefico verme delle tenebre, che minacci la mia esistenza!
BRUCO: Gentile foglia, sono un bruco e non un verme, intesi??? Per il resto anche volendo non potrei scusarmi con te, io sento semplicemente fame e da qualche parte devo pur trovare cibo?
FOGLI PIA: Bruco o verme non conta per noi, conta solo il dolore che ci procuri ogni qualvolta che apri la bocca per mangiare, vai via…
CANORA: Guardate sorelle, arrivano le cugine api. Che novità ci porteranno?
APE 1 rivolta ad APE 2: E’ tempo per le foglioline di svolgere il loro lavoro importante.
APE 2: Sì, spieghiamo loro come si fa.
SOLITARIA: Ma chi siete?
APE1: Siamo le api e portiamo l’amore. Chi vuole i nostri baci?
Foglie tutte: Io, io io, io
APE 1: Care amiche foglie, vi portiamo abbondanza e felicità!Oggi è il giorno dell’amore!!!
FOGLIA OTTIMISTA: Oooh, che dobbiamo fare?
APE 2: Dateci solo i vostri cuori..Viregaleremo un fiore ciascuno ma voi dovrete lavorare di più
TENERINA: Sì Abbiamo tanto vigore e vogliamo dimostrare a noi stesse che siamo brave. Prima però toglieteci questo bruco di dosso che ci ostacola e ci disturba!!
APE 1: Guarda, guarda chi si vede, il Bruco!!
BRUCO: Salve, cugine api, siete arrivate prima del previsto!!!
APE 2: Bhe, qui ci vuole qualcuna che si sacrifichi per tutte, il signor bruco dovrà pur mangiare. E tu prometti che dopo te ne andrai da quest’albero?
FOGLIA SCIENTIFICA: Io mi sacrificherò per le mie sorelle..Ti darò me stessa ma in cambio tu dovrai restituire qualcosa alle mie sorelline che sia degna della mia generosità!!!
BRUCO: D’accordo, promesso. Quando sarà tempo.
FOGLIE: No, sorellina, non farlo, stiamo restando sole. Vedrai, troveremo una soluzione più intelligente!
SOLITARIA:Posso farlo io sono abituata al sacrificio.
SCIENTIFICA: Per amor della scienza mi sacrificherò io !!!
TENERINA: Non possiamo stare e vivere da soli, se così è, la vita diventa solitudine monotona. Abbiamo bisogno dell’altro per condividere sguardi di albe e tramonti, momenti di gioia e dolore. Abbiamo bisogno dell’altro che ci aiuta a vedere e scoprire le cose che da soli mai raggiungeremo.BRUCO: Nobili pensieri ma la Natura non ha tempo per commuoversi!!
IL BRUCO MANGIA LA FOGLIA e SI ADDORMENTA NEL BOZZOLO : Ah, come sono stanco, dormirò un po’ adesso. Basta stupidaggini. A più tardi!!!!
ALBERO MADRE: Ma ciò che ci lascia felici è che le foglie cadute continuano a vivere con noi sul terreno. Coraggio!
APE 1 : Iniziamo il nostro lavoro.
SPIRITO DEL SOLE: Io vi darò luce che poi trasformerete in cibo e ossigeno per i fiori e per la vostra mamma. Questa è la vostra stagione più bella, piena di forza e allegria.
L’APE DA’ UN FIORE AD OGNI FOGLIA E LE FOGLIE ESCLAMANO:Oh, che belli , li terremo stretti, stretti e avremo cura di loro affinché il vento non li sciupi.
APE 2 : Brave, questo è il vostro compito. Ora depositiamo il nostro nettare sui fiori. Intanto fateci compagnia con le vostre danze.
LE FOGLIE SI MUOVONO LENTAMENTE E CANTANO
FOGLIA POETA :….le foglie danzano coi lentamente una danza elegante allegra ondeggiante bizzarra scintillante fluttuante vorticosa scatenata variopinta nell'aria, nel prato,nel nulla sempre leggere silenziose e remote.
CANORA :….le foglie cantano coi sommessamente un canto silenzioso triste vibrante fasciante malinconico lamentoso piangente sui rami, nell'aria, nel nulla sempre leggere dorate e remote
OTTIMISTA :….le foglie parlano coi sommessamente parole leggere delicate piangenti infreddolite sussurrate fruscianti tremolanti lamentose tristi sui rami nel bosco, nel prato sempre malinconiche silenziose e remote.
API 1 : Magnifiche. Anche noi vogliamo cantare come voi…
CANORA: E’ facile, basta strusciare le ali.
APE 1: Noi siamo magiche a tutte le ore!
APE 2 : Siamo bravissime a dare colore
APE 1: ma non ci basta e quasi a tutti
APE 2: ci divertiamo a dar i nostri frutti
TUTTE APPLAUDONO: Brave, brave, brave!!
GIOCANO TUTTE INSIEME CON LE MANI: Giro, girotondo, quant’è bello il mondo, ci son tanti bambini i fiori e gli uccellini e l'acqua della fonte e l'erba e tanti frutti il mare c'è per tutti il cielo e la terra tutti giù per terra.
API: E’ stato davvero bello e divertente lavorare con voi. Torneremo a trovarvi il prossimo anno.
TUTTE : Arrivederci, a presto, ciao, ciao, addio!!!
POETA: Peccato, le volevamo bene!
SOFIA: Ma perché tutti prima o poi vanno via…dove vanno tutti?
MADRE ALBERO: Ci sono amici di passaggio che il destino ci ha fatto incontrare nel cammino e che ci fanno sorridere per il tempo che stiamo con loro ma il tempo passa e se ne va. Sono ricordi meravigliosi che alimentano le nostre radici con allegria.
LO SPIRITO DEL SOLE PORTA I FRUTTI ALL’ALBERO. DANZA DEI FRUTTI
FOGLIE: Come sei bella Mamma !!!
ALBERO MADRE: E’ tutto merito vostro che avete lavorato così tanto.
IL BRUCO SENTE BUSSARE: Chi è che mi disturba mentre dormo?
SPIRITO DEL SOLE: Sono il raggio di sole, aprimi, ti porto un vestito nuovo che ti manda l’Estate. Preparati per il gran ballo alla festa dei frutti. L’albero sta per mettere i gioielli più belli che ha.
BRUCO: Elegante davvero, lo indosserò subito, è degno di una regina.
SI SVEGLIA IL BRUCO DIVENUTO FARFALLA:
FARFALLA: Ben trovata foglia Vanitosa, Sofia, Poeta, Canora, Pia, Albero Madre, Tenerina, come sei cresciuta? Solitaria….Vi trovo splendide, mature e piene di sole.
CANORA: Ma tu chi sei bella creatura dalle ali d’oro?Guardate sorelline. Una pioggia di coriandoli..
PIA: Ti manda di certo il cielo per rallegrare il nostro giorno.
VANITOSA: Specchio specchio rotondo, chi è la più bella del mondo? Di certo son io e non lei..puah.
FARFALLA: Sono quel bruchetto tanto dispettoso. La vita mi ha dato un’opportunità trasformandomi in una farfalla. Volerò per poco, regalerò i miei colori al prato, giusto il tempo per lasciare il ricordo più bello della mia esistenza. Posso entrare nei vostri cuori?
CANORA: No,il bruco tuo figlio è cattivo, non ti vogliamo.
FARFALLA: E se ti canto una canzone?
CANORA: Oh, una canzone tutta per me?
Una formica che era salita molto in alto sul ramo di un massiccio albero, che non sapeva essere un melo, alzò il capo e tra le molteplici foglie e vide un grosso globo rosso e arancio, riflettere la calda luce del sole e pensò: Ho fatto bene a intraprendere questo lungo e faticoso cammino, non fosse altro che per vedere questo meraviglioso globo dai colori caldi del tramonto, la sola visione già mi riscalda il cuore, resterei qui per sempre ad ammirarlo.FARFALLA: Sempliciotta di una formica tu gioisci nel vedere un umile mela, non hai capito che si tratta di un semplice frutto di questo grande albero e non di un miracolo, come la tua piccola mente ora ti suggerisce? FORMICA: Comprendo le tue parole e son certa che tu abbia ragione, ma non mi interessa ciò che i tuoi occhi scorgono, mi interessa solo ciò che posso scorgere io, questa speranza nutrirà il mio cuore. Quella umile mela, come tu la chiami è per me molto di più, è la mia speranza di un domani.FARFALLA:Formica sei e formica resterai, la tua visione è talmente ristretta, e pertanto non sprecherò altre parole per indirizzarti al vero. Io oggi sono un bruco ma domani sarò farfalla, mentre la tua unica certezza è che oggi sei una formica e che domani sempre e solo una formica sarai. E guardando il globo da vicino, la piccola formica divenne preda di una profonda delusione, il globo rosso e dorato altro non era che una semplice mela
FORMICA: Ma è una mela!
FARFALLA: FARFALLA:Hai visto piccola formica imbottita di sogni, che il globo che vedevi altro non era che una mela di questo grande albero, e tu hai fatto tanto cammino stringendo a te una speranza, giungendo sin qui solo per sfiorare una mela.FORMICA:Sei di una bellezza che toglie il fiato. Ho fatto bene a intraprendere questo lungo e faticoso cammino, almeno ho visto te.FARFALLA: Di cosa sei alla ricerca?FORMICA: Di un motivo per vivere, laggiù in terra niente più mi attirava, ogni cosa non aveva più sapore e pertanto ho scelto di camminare per giungere alla vera vita. FARFALLA:Ascoltami smetti di salire su quest'albero, non faresti altro che correre appresso ad altri globi ed una volta raggiunti ti renderesti conto che sempre di semplici mele si tratta, piuttosto metti le ali e vola libera nel cielo.FORMICA: Ma la mia natura mi vuole formica, non si è mai vista una formica con le ali
FARFALLA: Provaci. Puoi scegliere o correre per una vita incontro ai globi della tua fantasia, o tornare a vivere quella vita che ormai non aveva più nulla da offrirti. Lanciati!FORMICA:Tu parli da farfalla, ho camminato sin qui proprio perché amo la mia vita più di qualsiasi altra cosa, e non la rischierò in cambio di una possibilità. Non mi spaventa la fatica, continuerò a camminare sino alla cima di quest’albero inseguendo le illusioni.
OTTIMISTA: Discorso non degno di una formica. Le cose più belle possono scivolare via. Se non le afferri per guardarle con attenzione rischi di perderle per sempre.( La formica esce di scena)
TUTTI I FIORI E I FRUTTI CADONO PER TERRA
TENERINA: Farfalla, vieni a giocare con noi al gioco dei colori. Facci diventare come te. Piccola farfalla non lasciare mai lo spazio attorno a quest'albero eterno.
FARFALLA: Va bene, farò come volete. Lo avevo promesso a vostra sorella Scientifica. ma se decidete di diventare non potrete più tornare indietro… Chiudete gli occhi. Oooop…. Addio!!!( La farfalla fa la magia e si allontana)
CANORA: Ma cosa mi sta succedendo: sono tutta arancione!
SOFIA:Cosa dovrei dire io che sono mezza gialla e mezza rossa? Sembro una mela!POETA: Io invece mi trovo bellissima! Con queste sfumature viola sembro una farfalla! Evviva la farfalla! VANITOSA: Questo colorino proprio non mi piace! Come rimpiango il mio colore estivo!POETA: A me sembra di sentire freddo e poi ora incomincia di nuovo a soffiare il vento. Stiamo morendo?Che magia è mai questa?
MAMMA ALBERO: Per ogni frutto caduto nascerà una nuova piant come me.
I bambini-foglia si dondolano, facendo attenzione a non staccare la corda dal ramo. Arriva il Vento
SPIRITO DEL VENTO: Adesso farete l’ultima danza prima di salutare il mondo. La festa sta per finire.
DANZANO MOLTO
FOGLIA PIA: Ah come sono stanca, voglio dormire!
SPIRITO DEL VENTO: Dormirai presto,
FOGLIA PIA Farò bei sogni?
SPIRITO DEL VENTO: Sì, te lo assicuro, tu sei stata brava e sognerai giardini fioriti, acque scintillanti e uccelli e nidi e farfalle….
TENERINA: Potrò giocare ancora con le mie sorelline?
SPIRITO DEL VENTO: certamente!!
PIA: Grazie, ora lasciami dormire in pace.
MAMMA ALBERO: Care figliole, lavorare non vi serve più. Io sono stanca e tornerò a riposare.
Pia cade a terra
POETA: Quando c'è il vento a me viene sempre il mal di mare.
SOLITARIA: Io invece soffro di vertigini e mi sembra di precipitare.
TUTTE: Il vento sta cessando, ma ora sento un gran freddo!Chi sta arrivando? Brr, brr... che freddo!!
Entra il Freddo.FREDDO: (Tremando). Brr, brr! lo sono il freddo! Brrrrr!TUTTE: Vattene! Ci fai morire! Dove sei Sole?
FOGLIE: (In coro). Brr, brr... ci accartocciamo!.
SPIRITO DEL SOLE: Sono qui, un po’ malato
FREDDO Sei palliduccio. Scotti come se avessi la febbre!
SPIRITO DEL SOLE: Etcciii, ho il raffreddore, non mi fai sorridere alle mie amiche, spostati!
FREDDO: Non posso l’autunno non me lo permette.
SPIRITO DEL SOLE: Davanti a te non posso che piegarmi. Concedimi solo un ultimo saluto e poi andrò sul lago ghiacciato a riposare per l’inverno.
Bellezza sia davanti a me.Bellezza sia dietro di me.Bellezza sia sopra di me.Bellezza sia sotto di me.Bellezza sia intorno a me.In bellezza tutto è compiuto.
ARRIVA LA PIOGGIA E SALUTA IL SOLE E IL VENTO. DANZANO IN CERCHIO
O dèi e dee della pioggia, che siete ovunque, che siete rossi, blu e gialli, e siete grigi e trasparenti come l'acqua, vi imploriamo: siate felici senza lacrime, siate sereni senza tristezza, siate tranquilli senza solitudine.E continuate a esistere sopra di noi, continuate a fare ciò che avete fatto per noi, con amore e benevolenza. Dateci le cose più belle della vita, lasciateci continuare ad essere amati e benvoluti, lasciateci ottenere ciò che abbiamo
sempre desiderato.
Tutte le foglie si accovacciano in terra in posizione di massima raccolta. Il freddo rimane immobile in un angolo.
CANORA: Mi sento sempre più debole!
SOFIA: Stiamo per morire!
CANORA: Chiamiamo qualcuno che ci aiuti! Spirito della Vita salvaci!
SOLITARIA: Nessuno ci può sentire... le nostre voci sono troppo deboli.
POETA: Mi sento svenire, sento che presto mi staccherò dalla mia mamma albero.
SPIRITO DELLA VITA: Mie piccole amiche, che cosa avete?
CANORA: Stiamo morendo, salvaci!
OTTIMISTA: Se non ci aiuti, ci staccheremo dalla nostra mamma albero. Vogliamo ancora procurarle il cibo.
SPIRITO DELLA VITA: Se io salvassi voi, farei morire la vostra mamma!
TUTTE LE FOGLIE: (In coro). Come?! Perché?
SPIRITO DELLA VITA: Per poter vivere voi avete bisogno di acqua; se al sopraggiungere del freddo nel tronco e nei rami ci fosse acqua, questa gelerebbe e ucciderebbe la vostra mamma albero. Per questo la vostra mamma richiama nel tronco le ultime sostanze che vi nutrivano e voi piano, piano vi staccate e cadete. Però la vostra mamma vi vuole bene ed è disposta a continuare a nutrirvi e a morire con voi.
FOGLIE: (In coro). No, la nostra mamma non deve morire! Ti daremo tutto anche se moriremo noi.
MAMMA ALBERO: io conserverò il cibo nel lungo sonno e lo userò per non morire.
SPIRITO DELLA VITA: Vedo che siete brave figliole, per questo vi premierò. Siete cresciute. Vi prometto che a primavera rinascerete tutte di nuovo!
FOGLIE: (In coro). Evviva! Che bello!
SPIRITO DELLA VITA: Ora è giunto il momento dell'addio! Il freddo si farà più intenso e voi, una per una, cadrete.
FREDDO: Brr... io gelo, io congelo! lo ho il cuore di ghiaccio e non ho pietà per nessuno. Dove passo io tutto si fa bianco. lo porto brina, galaverna, ghiaccio e neve!
LO SPIRITO DELLA VITA si avvicina ad ogni bambino - foglia e taglia la corda che lo lega al tronco; il bambino-foglia si stacca, finge di volteggiare nell'aria, fa due o tre piroette e poi si stende a terra, immobile. Era un gigantesco platano e stava ritto in mezzo al prato come un signore del paese. Le foglie cominciavano a cadere.SOLITARIA - Noi ti lasciamo, madre…ascolta il nostro silenzio anche quando non ci saremo più.
ALBERO MADRE: È già tempo di distaccarsi, figliole care, vi do la mia eterna benedizione.
CANORA: Madre, la nostra ora è suonata. Ce n'andiamo. Noi formeremo sotto di te un soffice letto e ragioneremo delle tue grandi virtù come tu ci hai insegnato.
OTTIMISTA:
Possa io camminare lieto
sotto la nube di pioggia.Possa io camminare gioioso
nella pioggia rinfrescante.Possa io camminare sul sentiero
del polline che dona la vita.Possa io camminare colmo di gioia.Come prima io desidero camminare.Bellezza sia davanti a me.Bellezza sia dietro di me.Bellezza sia sopra di me.Bellezza sia sotto di me.Bellezza sia intorno a me.In bellezza è compiuto.
Ad un tratto dal profondo silenzio si ode la voce delle foglie morte (FUORI CAMPO)che rievocano i bei tempi andati
RIBELLINA – Ho rievocato le piccole gioie che ho godute con te, o madre grande, i piccoli nostri passatempi che io non apprezzavo. DEBOLINA - Gli scrosci dei venti, quando tutte insieme ci incoraggiavamo e tu scricchiolavi come un vascello in burrasca per difendermi.RIBELLINA -Tempi allegri e beati!DEBOLINA - Bei rischi e splendori!
RIBELLINA - Magnifiche avventure ALBERO MADRE: - Ahimé, tutte se ne vanno, tutte se ne vanno... Quanta malinconia in questi distacchi! E tutti gli anni è la stessa pena, tutti gli anni le stesse lacrime..
OTTIMISTA :Non ti disperare,
Tu devi sopravviverci
e riavere altre figliuoleche vestiranno a festa
le tue braccia piene di amore. Il nostro turno è finito.
Addio, addio.
IL BIMBO ORMAI VECCHIO: Un temporale, la pioggia, il sole, la montagna, tutto ci avvicina, tutto ci unisce nella stessa danza, la danza della Terra. In ogni momento delle nostre vite si manifesta il mistero delle piccole cose di ogni giorno, quando insieme alle piante e agli animali sentiamo il ritmo ciclico delle stagioni.
SOFIA: Scopri la vita e raccontala a chi non sa capirla.
L’Albero nelle stagioni della Vita (RECITA SCOLASTICA )
Vorrei restare qui accanto a te
silenzioso e saggio
per farmi consolare
dalla tua pace antica,
libero di respirare
il tuo respiro
di sentire la mia linfa
scorrere con la tua,
vorrei restare qui alla tua ombra
a guardare rincorrersi le nuvole
e accendersi le stelle
spettatore di un tempo immobile
che si colora dei giorni e le stagioni
libero di sentirmi
un tuo ramo,
una tua foglia
e poi aria, cielo, luce...
Molecola
nella danza infinita.
Il bimbo resta in silenzio e ripete alcuni versi: Sentire la mia linfa scorrere con la tua....PIOVE.
ENTRA LO SPIRITO DELLA PIOGGIA: O dei della pioggia che siete rossi, azzurri gialli, grigi e trasparenti come l’acqua, vi chiediamo di essere felici senza lacrime, sereni senza tristezza e tranquilli senza solitudine. Continuate a vivere sopra di noi, a fare ciò che avete sempre fatto con amore e benevolenza, donateci le cose migliori della vita, permetteteci di essere amati e benvoluti, di ottenere quanto sempre abbiamo desiderato.
Entra lo Spirito del Sole: Sveglia dormigliona. E’ ora. E’ giunta la Primavera. Guarda le nuvole e il mondo che si riempie di colori e luce dei miei raggi.
Arriva la primavera. Tutta la natura canta e ride: il ruscello, le lucertole, i fiori, le piante, le farfalle. Tutti sono felici, l’albero ordina alle sue radici di bere i succhi del terreno e di farli salire su per le vene del tronco: Ahhh, che sonno, radici bevete i succhi della terra così potrò svegliarmi presto.
L’albero madre scuote i rami e fa salire la linfa: Oggi è il giorno più bello della mia vita. Fra poco incontrerò le mie figlie. Sono molto emozionata!! Avrò molto da fare: ascoltarli, guidarli, rimproverarli, fargli accettare e amare la Vita così com’è senza mai scoraggiarsi. Insegnerò loro a sperare e a lottare nei momenti di vento e di temporale, ad abbassare il capo con umiltà quando la notte coprirà il loro volto e a chiedere scusa, a perdonare i bruchi, i ragni e le formiche. Ho bisogno di prepararmi il cuore, non sarà facile per me. Avrò mille dubbi e mille rimproveri da farmi ma credo che alla fine ce la farò ascoltando il soffio del vento, i consigli della pioggia ed il calore sole che mi scalderà il cuore nei giorni freddi. Sta per iniziare un lungo e faticoso viaggio ma invocherò il cielo sopra di me e mi manderà nubi a sufficienza o con moderazione.
Le foglie sono legate all’albero con un nastro e man mano che parlano avanzano srotolandosi e cominciano a spuntare ad una ad una presentandosi al mondo…. Coi lori nomi. Poi iniziano parlare:
FOGLIA PIA: Ti ringrazio Spirito della Vita per la linfa che vorrai donarmi! Che ogni mia azione sia diretta dallo Spirito del Vento, ed ogni mio pensiero dallo Spirito del Sole.
FOGLIA POETA : Noi siamo le foglie che ballano velocemente un ballo rosso nero arancione verde azzurro bianco granato giallo violetto nell'aria, nei fiori, nel nulla, sempre volanti, consecutive e remote.
FOGLIA RIBELLINA: Uffa, quante sciocchezze, io non voglio stare attaccata qui per tutta la mia breve vita, non posso essere nata solamente per rimanere immobile a guardare il mondo da quassù, voglio viaggiare e voglio esplorare i boschi e le valli. La vita è una sola e voglio godermela fino in fondo!
ALBERO MADRE: Tu sei nata per essere foglia e non uccello o fiume o roccia…il tuo posto è qui tra noi!
FOGLIA RIBELLINA: Sciocchezze, la vita va vissuta…Altrimenti non capiremo mai chi siamo e cosa vogliamo.
FOGLIA DEBOLINA: Brrr! E’ meglio per te se resti qui al sicuro, niente ti potrà scalfire. Né il ghiaccio, né la neve.
RIBELLINA: Tu sei fragile e non farai molta strada, vivrai chiusa nel tuo mondo per paura di tutto.
DEBOLINA: Come si diventa forti?
RIBELLINA: Si diventa forti aprendosi agli altri e al mondo, per questo vado via. E sorridi ogni tanto, sei sempre così musona!!
DEBOLINA: Tu non mi vuoi bene, tu non vuoi bene a nessuno, tu pensi solo a te stessa.
RIBELLINA: E a me chi ci pensa?Chi ascolta le mie ragioni?
SOFIA: Se resti io ti aiuterò a capire chi sei!
RIBELLINA: Ah sì! e come sapientina mia?
SOFIA: Semplice. Sei una foglia e tale resterai. Tu devi solo piegarti quando soffia il vento, respirare ed essere bella.
RIBELLINA: Sì se proprio devo fare la foglia preferisco farla a modo mio.
DEBOLINA: Puoi volare nel cielo contro corrente, sfidare i venti, sorvolare le montagne, ma sarai senza radici.
RIBELLINA: Ci penserò su , per ora mi limiterò ad ascoltare le vostre chiacchiere!
FOGLIA SOFIA: Che cosa sono le chiacchiere?
FOGLIA VANITOSA: Io sono la foglia più bella di tutte, il mio vestito di seta è verde lucente, le mie nervature sono forti e ricche di clorofilla dolce e succosa. Mi piace farmi ammirare da tutti proprio dal mio trono regale.
DEBOLINA: Ecco, queste sono le chiacchiere!
FOGLIA SCIENTIFICA: numeri, soltanto numeri.
TUTTE: Vanitosa!!!
VANITOSA: Invidiose, voi non sarete mai belle come me, chi nasce mediocre resta mediocre per tutta la vita.
OTTIMISTA: Ciò che conta non è essere mediocri o intelligenti ma è come ti rivolgi al Sole, al Vento, alla Pioggia e alla Terra. Se dai la parte illuminata o la parte scura di te.
VANITOSA: Tutti discorsi inutili, chi è bella è bella sempre.
SOFIA: Ah, e che cosa vuol dire mediocre, vanitosa,bella, invidiosa, lucente ?
SCIENTIFICA: Bhé, che sei nata.
SOFIA: E perché sono nata?
ALBERO MADRE: Perché sei nel ritmo delle stagioni!
SOFIA: E che cos’è il ritmo delle stagioni?
MADRE: Lo capirai vivendo! Intanto vivi!
SOFIA: Uhm, lo capirò vivendo! Intanto vivo!
RIBELLINA: Mi annoio qui, voglio andare via!
FOGLIA CANORA: Ribellina canta con me…Che bel giorno oggi è per me, canto e rido insieme a te.
RIBELLINA: Meno male che ci sei tu, almeno tu canti!
Arriva lo Spirito del Vento e soffia sulle foglie. Qualcuna traballa e fatica a restare attaccata al ramo: Sono lo Spirito del Vento, l’imprevedibile soffio, l’inafferrabile ed irraggiungibile destino. La vostra vita dipende dalla forza che metterete per restare unite. Io vi sarò di aiuto e vi porterò ad inseguire il vostro destino bello o brutto che sia.
SOFIA: Destino? Cos’è il destino?
FOGLIA DEBOLINA :Aiuto ho paura, madre. Il vento mi vuole portare via con sé.
ALBERO MADRE: Tieni duro, aggrappati al ramo, e sta’ tranquilla , dai!! Ti aiuto io.
SPIRITO DEL VENTO: Tua madre non potrà esserti di aiuto. Io sono più forte di lei. Sono l’amico di tutti gli Spiriti.
RIBELLINA: Se proprio devi prendere qualcuna prendi me. Io verrò via con te, lascia le mie sorelle, portami a conoscere il mondo.
SPIRITO DEL VENTO: Potrai finire in un fiume e affogare…
RIBELLINA: Non m’importa!
SPIRITO DEL VENTO:Potrai essere divorata dagli animali del bosco…………..
RIBELLINA: Non importa!
SPIRITO DEL VENTO: Potrai essere sepolta sotto un campo di grano………
VANITOSA: Stupido ventaccio, hai strappato il mio bellissimo vestito, vattene via…lasciaci in pace oggi!
SPIRITO DEL VENTO: La bellezza può svanire presto, non lo sapevi?
VANITOSA: Aaaaaah, salvatemi vi prego, anche stracciata…..
RIBELLINA: Addio sorelline, addio, devo andare, non posso più restare. Devo conoscere ciò che non so.
ALBERO MADRE : Va’ foglia dei miei rami, ti auguro pace, amore e prosperità e che tu possa incontrare amici che ti indicheranno il cammino.
DEBOLINA: Mi mancano le forze, non riesco a tenermi, addio sorelle, addio madre!
PIA: Abbi fiducia!Spirito della Vita salva le mie sorelle ti prego!!!
SPIRITO DELLA VITA: Pia, ogni foglia che passa nella nostra vita è unica. Lascia sempre un po’ di sé e prende un poco di noi.
Il Vento soffia, le foglie ballano e Ribellina si stacca. Anche Debolina scivola a terra e muore. Quando il Vento sparisce sghignazzando le foglioline rimaste vive piangono per le sorelline che sono andate via
PIA: Perché, Spirito della Vita, perché non le hai salvate, perché…..!?
SOFIA: Lo Spirito della Vita dà la vita non la morte!!!
Tutte: Guardate è nata una nuova sorellina.
SCIENTIFICA: Come la chiameremo? Tenerina? Ti piace?
TENERINA: Sì, mi piace. Che parole bisogna dire per dare tenerezza? per dare gioia? felicità? amicizia? libertà? bisogna dire foglie, uccelli, acqua, vento, gabbiani, bambini? O bisogna prendersi per mano? E se non dico niente, se taccio? Se vi guardo semplicemente e vi sorrido?
SOLITARIA: Forse è la cosa più giusta, a volte il silenzio dice più di ogni parola.
TENERINA: Ma tu chi sei? Perché stai lì tutta sola, in silenzio..
SOLITARIA: Le parole consumano un certo quantitativo di energia che dovrebbe portare nuova vitalità al corpo.
TENERINA: Davvero? Nel silenzio si diventa più forti?
SOLITARIA: Sicuramente….si sfrutta al meglio la linfa che sale dal tronco. Una foglia dovrebbe riservare mezz'ora al giorno per la meditazione e il silenzio.
TENERINA :Ma dov’è il silenzio?
SOLITARIA: C'è il silenzio del cielo prima del temporale,
delle foreste prima che si levi il vento,
del mare calmo della sera,
di quelli che si amano,
della nostra anima,
e poi c'è il silenzio
che chiede soltanto
di essere ascoltato.
ENTRA IL BIMBO E CANTA : Concedimi, o Grande Spirito, d'imparare la lezione che hai nascosto in ogni foglia ed in ogni sasso. Io voglio essere forte, non per vincere il mio fratello, bensì per combattere il mio più grande nemico che non è il vento bensì me stesso.
COL PIANTO DELLE FOGLIE INIZIA UNA PIOGGERELLINA SOTTILE.
TUTTE LE FOGLIE: Lo Spirito della Pioggia ha ascoltato il nostro pianto e viene a consolarci…..
SPIRITO DELLA PIOGGIA: Perché piangete?SCIENTIFICA: Abbiamo perso le nostre sorelle!
TENERINA: Veder cadere le foglie mi lacera dentro soprattutto se il cielo è sereno, soprattutto se ho avuto, una buona notizia soprattutto se il cuore non mi fa male, soprattutto se mi sento d'accordo con gli animali e con me stessa.
SPIRITO DELLA PIOGGIA: Non piangete su, giochiamo insieme. Prendete le mie gocce e posatele sui vostri vestitini ….Guardate, farò una splendida magia. Adesso chiamate con me per tre volte :VIENI O SPIRITO DEL SOLE!
TUTTE: Vieni o Spirito del Sole!!! Vieni o Spirito del Sole!!!Vieni o Spirito del Sole!!!
ARRIVA LO SPIRITO DEL SOLE CHE FA BRILLARE LE GOCCE COME CRISTALLI:
FOGLIA CANORA: Oh, che magia, che meraviglia, l’arcobaleno dal cielo è sceso qui tra noi!!!!
TUTTE: Grazie !!! Che splendido regalo ci hai fatto!!!
SPIRITO DEL SOLE: Su adesso asciugate le lacrime, non è più tempo di piangere. E’ giunta la bella stagione in cui si ride, si canta, si danza, si lotta e si spera. Vi darò fiori e frutti per consolarvi e per alleviare il dolore del distacco. Vi regalerò tutto ciò che ho di più bello, api, farfalle, uccellini, formiche che vi terranno compagnia e dovrete averne cura, ma…attenti al Bruco o perderete ogni cosa……
ALBERO MADRE: Sì, figlie mie, ma attenti al Bruco! E’ giunta l’ora che voi sappiate.
TUTTE: Il Bruco? Chi è costui?
VANITOSA: Aiuto! Lasciatemi cadere! Il nulla è meglio del patire questo dolore, guardate questo verme che lentamente mi sta divorando, mi fa male, il mio vestito è tutto piano di buchi, fate che io non assista a questa crudeltà, fatemi cadere prima.
La Foglia parla con disperazione al suo albero, ed improvvisamente il bruco che la divora prende a parlarle.
BRUCO: Ah, Ah, scusa ma parli di me? Sarei io l’essere cattivo che ti porta tanta disperazione?
Il bruco prese a grattarsi il capo con la sua piccola manina, come incredulo all’affermazione della foglia
VANITOSA: Si, sei tu malefico verme delle tenebre, che minacci la mia esistenza!
BRUCO: Gentile foglia, sono un bruco e non un verme, intesi??? Per il resto anche volendo non potrei scusarmi con te, io sento semplicemente fame e da qualche parte devo pur trovare cibo?
FOGLI PIA: Bruco o verme non conta per noi, conta solo il dolore che ci procuri ogni qualvolta che apri la bocca per mangiare, vai via…
CANORA: Guardate sorelle, arrivano le cugine api. Che novità ci porteranno?
APE 1 rivolta ad APE 2: E’ tempo per le foglioline di svolgere il loro lavoro importante.
APE 2: Sì, spieghiamo loro come si fa.
SOLITARIA: Ma chi siete?
APE1: Siamo le api e portiamo l’amore. Chi vuole i nostri baci?
Foglie tutte: Io, io io, io
APE 1: Care amiche foglie, vi portiamo abbondanza e felicità!Oggi è il giorno dell’amore!!!
FOGLIA OTTIMISTA: Oooh, che dobbiamo fare?
APE 2: Dateci solo i vostri cuori..Viregaleremo un fiore ciascuno ma voi dovrete lavorare di più
TENERINA: Sì Abbiamo tanto vigore e vogliamo dimostrare a noi stesse che siamo brave. Prima però toglieteci questo bruco di dosso che ci ostacola e ci disturba!!
APE 1: Guarda, guarda chi si vede, il Bruco!!
BRUCO: Salve, cugine api, siete arrivate prima del previsto!!!
APE 2: Bhe, qui ci vuole qualcuna che si sacrifichi per tutte, il signor bruco dovrà pur mangiare. E tu prometti che dopo te ne andrai da quest’albero?
FOGLIA SCIENTIFICA: Io mi sacrificherò per le mie sorelle..Ti darò me stessa ma in cambio tu dovrai restituire qualcosa alle mie sorelline che sia degna della mia generosità!!!
BRUCO: D’accordo, promesso. Quando sarà tempo.
FOGLIE: No, sorellina, non farlo, stiamo restando sole. Vedrai, troveremo una soluzione più intelligente!
SOLITARIA:Posso farlo io sono abituata al sacrificio.
SCIENTIFICA: Per amor della scienza mi sacrificherò io !!!
TENERINA: Non possiamo stare e vivere da soli, se così è, la vita diventa solitudine monotona. Abbiamo bisogno dell’altro per condividere sguardi di albe e tramonti, momenti di gioia e dolore. Abbiamo bisogno dell’altro che ci aiuta a vedere e scoprire le cose che da soli mai raggiungeremo.BRUCO: Nobili pensieri ma la Natura non ha tempo per commuoversi!!
IL BRUCO MANGIA LA FOGLIA e SI ADDORMENTA NEL BOZZOLO : Ah, come sono stanco, dormirò un po’ adesso. Basta stupidaggini. A più tardi!!!!
ALBERO MADRE: Ma ciò che ci lascia felici è che le foglie cadute continuano a vivere con noi sul terreno. Coraggio!
APE 1 : Iniziamo il nostro lavoro.
SPIRITO DEL SOLE: Io vi darò luce che poi trasformerete in cibo e ossigeno per i fiori e per la vostra mamma. Questa è la vostra stagione più bella, piena di forza e allegria.
L’APE DA’ UN FIORE AD OGNI FOGLIA E LE FOGLIE ESCLAMANO:Oh, che belli , li terremo stretti, stretti e avremo cura di loro affinché il vento non li sciupi.
APE 2 : Brave, questo è il vostro compito. Ora depositiamo il nostro nettare sui fiori. Intanto fateci compagnia con le vostre danze.
LE FOGLIE SI MUOVONO LENTAMENTE E CANTANO
FOGLIA POETA :….le foglie danzano coi lentamente una danza elegante allegra ondeggiante bizzarra scintillante fluttuante vorticosa scatenata variopinta nell'aria, nel prato,nel nulla sempre leggere silenziose e remote.
CANORA :….le foglie cantano coi sommessamente un canto silenzioso triste vibrante fasciante malinconico lamentoso piangente sui rami, nell'aria, nel nulla sempre leggere dorate e remote
OTTIMISTA :….le foglie parlano coi sommessamente parole leggere delicate piangenti infreddolite sussurrate fruscianti tremolanti lamentose tristi sui rami nel bosco, nel prato sempre malinconiche silenziose e remote.
API 1 : Magnifiche. Anche noi vogliamo cantare come voi…
CANORA: E’ facile, basta strusciare le ali.
APE 1: Noi siamo magiche a tutte le ore!
APE 2 : Siamo bravissime a dare colore
APE 1: ma non ci basta e quasi a tutti
APE 2: ci divertiamo a dar i nostri frutti
TUTTE APPLAUDONO: Brave, brave, brave!!
GIOCANO TUTTE INSIEME CON LE MANI: Giro, girotondo, quant’è bello il mondo, ci son tanti bambini i fiori e gli uccellini e l'acqua della fonte e l'erba e tanti frutti il mare c'è per tutti il cielo e la terra tutti giù per terra.
API: E’ stato davvero bello e divertente lavorare con voi. Torneremo a trovarvi il prossimo anno.
TUTTE : Arrivederci, a presto, ciao, ciao, addio!!!
POETA: Peccato, le volevamo bene!
SOFIA: Ma perché tutti prima o poi vanno via…dove vanno tutti?
MADRE ALBERO: Ci sono amici di passaggio che il destino ci ha fatto incontrare nel cammino e che ci fanno sorridere per il tempo che stiamo con loro ma il tempo passa e se ne va. Sono ricordi meravigliosi che alimentano le nostre radici con allegria.
LO SPIRITO DEL SOLE PORTA I FRUTTI ALL’ALBERO. DANZA DEI FRUTTI
FOGLIE: Come sei bella Mamma !!!
ALBERO MADRE: E’ tutto merito vostro che avete lavorato così tanto.
IL BRUCO SENTE BUSSARE: Chi è che mi disturba mentre dormo?
SPIRITO DEL SOLE: Sono il raggio di sole, aprimi, ti porto un vestito nuovo che ti manda l’Estate. Preparati per il gran ballo alla festa dei frutti. L’albero sta per mettere i gioielli più belli che ha.
BRUCO: Elegante davvero, lo indosserò subito, è degno di una regina.
SI SVEGLIA IL BRUCO DIVENUTO FARFALLA:
FARFALLA: Ben trovata foglia Vanitosa, Sofia, Poeta, Canora, Pia, Albero Madre, Tenerina, come sei cresciuta? Solitaria….Vi trovo splendide, mature e piene di sole.
CANORA: Ma tu chi sei bella creatura dalle ali d’oro?Guardate sorelline. Una pioggia di coriandoli..
PIA: Ti manda di certo il cielo per rallegrare il nostro giorno.
VANITOSA: Specchio specchio rotondo, chi è la più bella del mondo? Di certo son io e non lei..puah.
FARFALLA: Sono quel bruchetto tanto dispettoso. La vita mi ha dato un’opportunità trasformandomi in una farfalla. Volerò per poco, regalerò i miei colori al prato, giusto il tempo per lasciare il ricordo più bello della mia esistenza. Posso entrare nei vostri cuori?
CANORA: No,il bruco tuo figlio è cattivo, non ti vogliamo.
FARFALLA: E se ti canto una canzone?
CANORA: Oh, una canzone tutta per me?
Una formica che era salita molto in alto sul ramo di un massiccio albero, che non sapeva essere un melo, alzò il capo e tra le molteplici foglie e vide un grosso globo rosso e arancio, riflettere la calda luce del sole e pensò: Ho fatto bene a intraprendere questo lungo e faticoso cammino, non fosse altro che per vedere questo meraviglioso globo dai colori caldi del tramonto, la sola visione già mi riscalda il cuore, resterei qui per sempre ad ammirarlo.FARFALLA: Sempliciotta di una formica tu gioisci nel vedere un umile mela, non hai capito che si tratta di un semplice frutto di questo grande albero e non di un miracolo, come la tua piccola mente ora ti suggerisce? FORMICA: Comprendo le tue parole e son certa che tu abbia ragione, ma non mi interessa ciò che i tuoi occhi scorgono, mi interessa solo ciò che posso scorgere io, questa speranza nutrirà il mio cuore. Quella umile mela, come tu la chiami è per me molto di più, è la mia speranza di un domani.FARFALLA:Formica sei e formica resterai, la tua visione è talmente ristretta, e pertanto non sprecherò altre parole per indirizzarti al vero. Io oggi sono un bruco ma domani sarò farfalla, mentre la tua unica certezza è che oggi sei una formica e che domani sempre e solo una formica sarai. E guardando il globo da vicino, la piccola formica divenne preda di una profonda delusione, il globo rosso e dorato altro non era che una semplice mela
FORMICA: Ma è una mela!
FARFALLA: FARFALLA:Hai visto piccola formica imbottita di sogni, che il globo che vedevi altro non era che una mela di questo grande albero, e tu hai fatto tanto cammino stringendo a te una speranza, giungendo sin qui solo per sfiorare una mela.FORMICA:Sei di una bellezza che toglie il fiato. Ho fatto bene a intraprendere questo lungo e faticoso cammino, almeno ho visto te.FARFALLA: Di cosa sei alla ricerca?FORMICA: Di un motivo per vivere, laggiù in terra niente più mi attirava, ogni cosa non aveva più sapore e pertanto ho scelto di camminare per giungere alla vera vita. FARFALLA:Ascoltami smetti di salire su quest'albero, non faresti altro che correre appresso ad altri globi ed una volta raggiunti ti renderesti conto che sempre di semplici mele si tratta, piuttosto metti le ali e vola libera nel cielo.FORMICA: Ma la mia natura mi vuole formica, non si è mai vista una formica con le ali
FARFALLA: Provaci. Puoi scegliere o correre per una vita incontro ai globi della tua fantasia, o tornare a vivere quella vita che ormai non aveva più nulla da offrirti. Lanciati!FORMICA:Tu parli da farfalla, ho camminato sin qui proprio perché amo la mia vita più di qualsiasi altra cosa, e non la rischierò in cambio di una possibilità. Non mi spaventa la fatica, continuerò a camminare sino alla cima di quest’albero inseguendo le illusioni.
OTTIMISTA: Discorso non degno di una formica. Le cose più belle possono scivolare via. Se non le afferri per guardarle con attenzione rischi di perderle per sempre.( La formica esce di scena)
TUTTI I FIORI E I FRUTTI CADONO PER TERRA
TENERINA: Farfalla, vieni a giocare con noi al gioco dei colori. Facci diventare come te. Piccola farfalla non lasciare mai lo spazio attorno a quest'albero eterno.
FARFALLA: Va bene, farò come volete. Lo avevo promesso a vostra sorella Scientifica. ma se decidete di diventare non potrete più tornare indietro… Chiudete gli occhi. Oooop…. Addio!!!( La farfalla fa la magia e si allontana)
CANORA: Ma cosa mi sta succedendo: sono tutta arancione!
SOFIA:Cosa dovrei dire io che sono mezza gialla e mezza rossa? Sembro una mela!POETA: Io invece mi trovo bellissima! Con queste sfumature viola sembro una farfalla! Evviva la farfalla! VANITOSA: Questo colorino proprio non mi piace! Come rimpiango il mio colore estivo!POETA: A me sembra di sentire freddo e poi ora incomincia di nuovo a soffiare il vento. Stiamo morendo?Che magia è mai questa?
MAMMA ALBERO: Per ogni frutto caduto nascerà una nuova piant come me.
I bambini-foglia si dondolano, facendo attenzione a non staccare la corda dal ramo. Arriva il Vento
SPIRITO DEL VENTO: Adesso farete l’ultima danza prima di salutare il mondo. La festa sta per finire.
DANZANO MOLTO
FOGLIA PIA: Ah come sono stanca, voglio dormire!
SPIRITO DEL VENTO: Dormirai presto,
FOGLIA PIA Farò bei sogni?
SPIRITO DEL VENTO: Sì, te lo assicuro, tu sei stata brava e sognerai giardini fioriti, acque scintillanti e uccelli e nidi e farfalle….
TENERINA: Potrò giocare ancora con le mie sorelline?
SPIRITO DEL VENTO: certamente!!
PIA: Grazie, ora lasciami dormire in pace.
MAMMA ALBERO: Care figliole, lavorare non vi serve più. Io sono stanca e tornerò a riposare.
Pia cade a terra
POETA: Quando c'è il vento a me viene sempre il mal di mare.
SOLITARIA: Io invece soffro di vertigini e mi sembra di precipitare.
TUTTE: Il vento sta cessando, ma ora sento un gran freddo!Chi sta arrivando? Brr, brr... che freddo!!
Entra il Freddo.FREDDO: (Tremando). Brr, brr! lo sono il freddo! Brrrrr!TUTTE: Vattene! Ci fai morire! Dove sei Sole?
FOGLIE: (In coro). Brr, brr... ci accartocciamo!.
SPIRITO DEL SOLE: Sono qui, un po’ malato
FREDDO Sei palliduccio. Scotti come se avessi la febbre!
SPIRITO DEL SOLE: Etcciii, ho il raffreddore, non mi fai sorridere alle mie amiche, spostati!
FREDDO: Non posso l’autunno non me lo permette.
SPIRITO DEL SOLE: Davanti a te non posso che piegarmi. Concedimi solo un ultimo saluto e poi andrò sul lago ghiacciato a riposare per l’inverno.
Bellezza sia davanti a me.Bellezza sia dietro di me.Bellezza sia sopra di me.Bellezza sia sotto di me.Bellezza sia intorno a me.In bellezza tutto è compiuto.
ARRIVA LA PIOGGIA E SALUTA IL SOLE E IL VENTO. DANZANO IN CERCHIO
O dèi e dee della pioggia, che siete ovunque, che siete rossi, blu e gialli, e siete grigi e trasparenti come l'acqua, vi imploriamo: siate felici senza lacrime, siate sereni senza tristezza, siate tranquilli senza solitudine.E continuate a esistere sopra di noi, continuate a fare ciò che avete fatto per noi, con amore e benevolenza. Dateci le cose più belle della vita, lasciateci continuare ad essere amati e benvoluti, lasciateci ottenere ciò che abbiamo
sempre desiderato.
Tutte le foglie si accovacciano in terra in posizione di massima raccolta. Il freddo rimane immobile in un angolo.
CANORA: Mi sento sempre più debole!
SOFIA: Stiamo per morire!
CANORA: Chiamiamo qualcuno che ci aiuti! Spirito della Vita salvaci!
SOLITARIA: Nessuno ci può sentire... le nostre voci sono troppo deboli.
POETA: Mi sento svenire, sento che presto mi staccherò dalla mia mamma albero.
SPIRITO DELLA VITA: Mie piccole amiche, che cosa avete?
CANORA: Stiamo morendo, salvaci!
OTTIMISTA: Se non ci aiuti, ci staccheremo dalla nostra mamma albero. Vogliamo ancora procurarle il cibo.
SPIRITO DELLA VITA: Se io salvassi voi, farei morire la vostra mamma!
TUTTE LE FOGLIE: (In coro). Come?! Perché?
SPIRITO DELLA VITA: Per poter vivere voi avete bisogno di acqua; se al sopraggiungere del freddo nel tronco e nei rami ci fosse acqua, questa gelerebbe e ucciderebbe la vostra mamma albero. Per questo la vostra mamma richiama nel tronco le ultime sostanze che vi nutrivano e voi piano, piano vi staccate e cadete. Però la vostra mamma vi vuole bene ed è disposta a continuare a nutrirvi e a morire con voi.
FOGLIE: (In coro). No, la nostra mamma non deve morire! Ti daremo tutto anche se moriremo noi.
MAMMA ALBERO: io conserverò il cibo nel lungo sonno e lo userò per non morire.
SPIRITO DELLA VITA: Vedo che siete brave figliole, per questo vi premierò. Siete cresciute. Vi prometto che a primavera rinascerete tutte di nuovo!
FOGLIE: (In coro). Evviva! Che bello!
SPIRITO DELLA VITA: Ora è giunto il momento dell'addio! Il freddo si farà più intenso e voi, una per una, cadrete.
FREDDO: Brr... io gelo, io congelo! lo ho il cuore di ghiaccio e non ho pietà per nessuno. Dove passo io tutto si fa bianco. lo porto brina, galaverna, ghiaccio e neve!
LO SPIRITO DELLA VITA si avvicina ad ogni bambino - foglia e taglia la corda che lo lega al tronco; il bambino-foglia si stacca, finge di volteggiare nell'aria, fa due o tre piroette e poi si stende a terra, immobile. Era un gigantesco platano e stava ritto in mezzo al prato come un signore del paese. Le foglie cominciavano a cadere.SOLITARIA - Noi ti lasciamo, madre…ascolta il nostro silenzio anche quando non ci saremo più.
ALBERO MADRE: È già tempo di distaccarsi, figliole care, vi do la mia eterna benedizione.
CANORA: Madre, la nostra ora è suonata. Ce n'andiamo. Noi formeremo sotto di te un soffice letto e ragioneremo delle tue grandi virtù come tu ci hai insegnato.
OTTIMISTA:
Possa io camminare lieto
sotto la nube di pioggia.Possa io camminare gioioso
nella pioggia rinfrescante.Possa io camminare sul sentiero
del polline che dona la vita.Possa io camminare colmo di gioia.Come prima io desidero camminare.Bellezza sia davanti a me.Bellezza sia dietro di me.Bellezza sia sopra di me.Bellezza sia sotto di me.Bellezza sia intorno a me.In bellezza è compiuto.
Ad un tratto dal profondo silenzio si ode la voce delle foglie morte (FUORI CAMPO)che rievocano i bei tempi andati
RIBELLINA – Ho rievocato le piccole gioie che ho godute con te, o madre grande, i piccoli nostri passatempi che io non apprezzavo. DEBOLINA - Gli scrosci dei venti, quando tutte insieme ci incoraggiavamo e tu scricchiolavi come un vascello in burrasca per difendermi.RIBELLINA -Tempi allegri e beati!DEBOLINA - Bei rischi e splendori!
RIBELLINA - Magnifiche avventure ALBERO MADRE: - Ahimé, tutte se ne vanno, tutte se ne vanno... Quanta malinconia in questi distacchi! E tutti gli anni è la stessa pena, tutti gli anni le stesse lacrime..
OTTIMISTA :Non ti disperare,
Tu devi sopravviverci
e riavere altre figliuoleche vestiranno a festa
le tue braccia piene di amore. Il nostro turno è finito.
Addio, addio.
IL BIMBO ORMAI VECCHIO: Un temporale, la pioggia, il sole, la montagna, tutto ci avvicina, tutto ci unisce nella stessa danza, la danza della Terra. In ogni momento delle nostre vite si manifesta il mistero delle piccole cose di ogni giorno, quando insieme alle piante e agli animali sentiamo il ritmo ciclico delle stagioni.
SOFIA: Scopri la vita e raccontala a chi non sa capirla.
venerdì 30 gennaio 2009
"“O mio Dio” poesia
Ho bisogno di Te
quando guardo l’immenso
e non lo vedo,
quando cammino
verso qualcuno o qualcosa
e non mi sento a terra,
quando respiro attimo per attimo
e non so dove posare il fiato.
Se guardo volare gli uccelli
e gli invidio il volo,
se piove
e non posso bagnarmi
di quella libertà.
Ho bisogno di Te
quando cerco di entrare
nell’infinito degli altri
e non trovo la strada
perché la mia va
da tutt’altra parte;
quando dimentico che
fuori c’è il mondo
perché sto bene nel mio,
quando il buio mi penetra
nelle ossa del cuore
ed io, lì sotto,
con tono concitato,
solennizzo la paura di vivere.
Quando abbarbicata
con gli occhi all’orizzonte
non penso ci sia un futuro migliore
perché mi manchi sulle vette
che toccano il cielo.
Quando ancora continuo a crescere
negli anni pregnanti di spazi
e mi lamento che non ho vita.
Ed io aspetto e aspetto sempre
cercando di accorciare le distanze
dal non avere più bisogno di Te,
cioè mai,
perché sei già in me ed io in Te,
come respiro fedele e discreto
e come silenzio che parla al cuore
nel suo religioso
ascolto del mondo
SINA MAZZEI
martedì 20 gennaio 2009
L'arte del conflitto per una pedagogia della pace
In questi giorni si fa un gran parlare degli episodi di violenza da parte di adolescenti ai danni di coetanei. Atteggiamenti istintivi dettati da una scarsa capacità di riconoscere i propri limiti. A scuola si adotta spesso un atteggiamento incredibilmente soft nei cui confronti si riservano parole fin troppo comprensive: «Si tratta di ragazzi vivaci che vanno recuperati...». Con qualche ceffone? Guai a usare le mani: queste possono alzarle solo gli studenti sui professori. Nella pedagogia tradizionale il conflitto è incluso nelle esperienze da evitare, come nel caso dei litigi fra i bambini dove la maestra è sempre preoccupata, anche in funzione dei genitori, di impedire che i bambini bisticcino o non vadano in crisi in modo da creare una sorta di bonifica interna che è a totale carico distruttivo. Viceversa esiste un filone pedagogico che vede nell'educazione una forma di cambiamento, una possibilità di trasformazione sia individuale che sociale, una rottura degli schemi tradizionali, e una individuazione di nuovi percorsi con valore di cambiamento personale e collettivo. “La pace porta alla reimportazione del conflitto” cioè il conflitto va reimpostato internamente, questa è la pace. La pace è conseguenza del conflitto, non dell’assenza dei conflitti, l’assenza dei conflitti è pericolosa”. È molto raro che si pensi all'educazione come a qualcosa che cambi la situazione. L'educazione alla pace ha dunque spesso e volentieri un significato di tranquillizzazione, ed è un grosso e pericoloso equivoco. La nostra percezione comune è che il conflitto sia guerra, ma è comunque un'esperienza quotidiana. La vita è una serie di conflitti che decidiamo di gestire in un modo oppure nell'altro. Il fenomeno educativo di oggi rivelante è una maternalizzazione talmente accentuata che il conflitto genera una vera e propria sensazione di minaccia, dove le regole non vengono messe in atto perché creano conflitti e quindi bisogna stare dentro una simbiosi assoluta in cui il volersi bene ha sostituito il concetto di benessere. Da una educazione autoritaria, fondata quasi esclusivamente sulle regole, sui doveri, su di un codice prettamente paterno, si è passati ad un’educazione molto protettiva e accondiscendente, tipica del codice materno. Il Novecento, per evitare ogni frustrazione, ha visto nascere un nuovo modo di educare sulla coccola eccessiva, foriera di noie e vuotaggine. Naturalmente questa prevalenza del codice materno sposta l’attenzione sulla nascita di ansie legate alla paura che i bambini stiano male e tende maggiormente a giustificare, a sostituirsi in qualche modo al bambino. Il conflitto può spaventare, anche perché spesso riporta alla vicenda personale dell’educatore, alla sua storia particolare, ai suoi vissuti, alle sue emozioni. A scuola, il conflitto è vissuto come scontro aperto, come momento di rottura e confusione, logica dura da smantellare. Si sta bene quando i bambini si vogliono bene, quando tutto fluisce in armonia. In nome dell’armonia si tenta di allontanare il più possibile il conflitto colto come problema e il desiderio di riportare subito la calma ha la prevalenza su tutto. Ecco allora la tendenza a sfuggire dal conflitto, a evitarlo in tutti i modi. L'educazione tradizionale ha sempre visto il conflitto come opposizione all'autorità. Anche all'interno dei modelli educativi più aperti il conflitto ha spesso significato l'attivazione di ansie di separazione non sempre tollerabili dall'educatore. Certo, il conflitto è un contrasto. Negare il conflitto, però, è negare uno spazio di creatività in cui attivare competenze legate alla comunicazione e alla negoziazione. Il conflitto è una possibilità, e può essere positivo o negativo a seconda di come lo usiamo. Bisogna vedere l'arte del conflitto come l'arte dell'educazione alla pace, rovesciando i tradizionali schemi che vedono invece l'educazione alla pace come l'arte dell'armonizzazione, della tranquillizzazione e dell'evitamento del conflitto.È questa la la grande sfida: non si tratta di educare a pensare come vogliamo noi, ma riuscire a fare in modo che noi stessi e le nuove generazioni ci abituiamo a pensare, a essere consapevoli di quello che stiamo facendo, e quindi pronti ad attivare risposte creative. L'obbedienza non è sempre una virtù: lo ha detto don Milani. Trovare la giusta distanza e il giusto equilibrio vuol dire far sentire il proprio affetto ai figli o agli alunni, ma senza cadere nell'intrusione, di cui parla spesso e volentieri Winnicot. Vuol dire comunicare, ma non giudicare, può voler dire collaborare, ma non entrare in collusione. I conflitti nei bambini sono per loro una forma di apprendimento sociale, può rappresentare un momento di riconoscimento della mondo circostante che pone dei vincoli e dei limiti al proprio mondo egocentrico e autoreferenziale. I conflitti non sempre sono semplici, necessitano di molto tempo, per cui non dobbiamo pensare immediatamente alla soluzione. La scuola è quel luogo dove si possono maggiormente osservare i conflitti poiché sia il gruppo che le regole vengono composte indipendentemente dalla scelta del bambino. Ci sono una serie di conflitti che sono assolutamente naturali, sono ovvi, né più né meno come crescere e respirare e potrebbero nascere da svariate cause tra cui l’iperprotezionismo o la troppa indulgenza da parte dei genitori in nome dell’amore per i loro figli. I bambini hanno il diritto di trasformare il conflitto in una vera occasione di crescita e apprendimento per imparare quell’arte della convivenza che è una vera e propria alfabetizzazione primaria. Il comportamento dell’adulto, educatore o genitore, è spesso di tipo giudicante. I bambini hanno il diritto di poter imparare a gestire i propri conflitti, senza delegare l’adulto a farlo per loro intervenendo con considerazioni spesso gratuite e a sproposito. L’educatore dovrebbe essere orientato ad una decantazione narrativa con “dammi la tua versione”. L’adulto in questo caso diventa una sorta di mediatore, un facilitatore della dinamica, ma il processo viene attivato dai bambini stessi. Gli interventi “a lungo termine” si basano sull’atteggiamento autorevole dell’adulto per cercare di capire il bisogno che genera il conflitto e provare a dare risposta a quel bisogno. Aiutare i bambini a far emergere le cause del conflitto, ad esprimere quello che sentono instaurando un clima in cui la collaborazione rientri normalmente nella relazione tramite una comunicazione efficace che sostenga l’efficacia dell’intervento educativo, non tanto per scoprirne la causa quanto per correggere quei comportamenti sbagliati acquisiti in un determinato contesto culturale per imparare a divenire genitori di se stessi.
giovedì 4 dicembre 2008
L’INDIVIDUALISMO E’ ANCHE ALTRUISMO
Articolo pubblicato su Illametino
mercoledì 19 novembre 2008
poesia di Sina Mazzei " Paese mio"
cinto a primavera
di riccioluti gorgheggi
affaccendati,
come comari
nel via vai del giorno,
ti vai combinando
tra nuvole ariose
all’orizzonte
e sogni fermi
dietro vetri antichi.
Tu non conosci gli anni!
Il tuo grembo
avrà sempre un vecchio
davanti ai tuoi tramonti,
aggrappato
ai sapori di campagna
mentre torna stanco
con le zolle in mano
cantando
la fatica della terra.
E non conosci spazi!
Sei tutto lì
che vivi di germogli
seminati
nei cuori della gente
che s’adatta
all’ombra
dell’inverno
mentre fuori
è estate.
Per questo
non ti mancano
i sorrisi
strappati ai vicoli
intrecciati e bui
come strette di mano
nel bisogno
tra calde mura
di camini accesi
tra alberi d’ulivo
bagnati di sole
che lasciano un’impronta
tra le rughe
dei ricordi che,
strada voltando,
riporta
inesorabilmente
a te.
venerdì 3 ottobre 2008
Un insegnante racconta l’avventura di una giornata in classe
Tratto da Il Sussidiario.net il 28 settembre 2008Ore 9. 00: lezione sui sofisti, una ragazza sbotta «sono d'accordo con Protagora, tutto è relativo, non c'è una verità, bisogna adeguarsi alla maggioranza». Un'altra risponde:«c'è eccome la verità!». Ed io che devo prendere posizione, non posso mica rispiegare Protagora!Ore 9. 45: arranco in una dotta lezione sull'idealismo, mi pare anche bella, ma non incontro l'umano di nessuno. Mi prende una forte tristezza, è la percezione del mio limite, continuo a spiegare, scrutando sui volti dei ragazzi e delle ragazze, cercando una mossa che tradisca il desiderio. E non succede nulla, io spiego, loro prendono appunti. Netta la sensazione di essere in fuorigioco, ma di non essere capace di rientrarvi.Ore 10. 30: lezione su Sant'Agostino e il male. Tutto fila come spesso accade, la lezione si impone, gli studenti prendono appunti, qualcuno domanda una spiegazione, finché d'improvviso si scatena l'obiezione, «no, non può essere così, Agostino ci prende in giro, se il male non viene da Dio, Dio non può toglierlo, non può liberarci!». E la discussione si anima, mossa da un bisogno, il bisogno che il male sia tolto, ma tolto davvero e subito. Io che prima difendo la logica agostiniana, ma poi mi accorgo che un'altra era la questione, era che entrassi in gioco con la mia umanità, con il mio bisogno, lo stesso che hanno loro, quello di essere felice, e di esserlo per sempre.Ore 11. 15: lezione sugli universali, ed è un fuoco di fila di domande per trovare una risposta al bisogno di verità che, uno ad uno, i ragazzi e le ragazze che ho davanti portano dentro l'agone della classe. Una bella lezione, bella non per le mie spiegazioni, ma perché loro, i miei studenti, l'hanno segnata dell'umano, perché era evidente dalle domande che facevano che la ricerca del vero per loro non fosse il tema astratto di una lezione, ma una urgenza vitale, decisiva nel loro impatto con la realtà.Una giornata a scuola, apparentemente altalenando tra successi ed insuccessi, in realtà messo a nudo sull'umano. È lì infatti che nasce ogni lezione, non da quello che rispondono gli studenti, ma dal lasciarmi interrogare da quello che spiego, dall'essere io presenza a me stesso. Spesso per esserlo ho un'unica strada, quella di seguire il sobbalzo umano di quello o di quell'altro studente. E tutto diventa affascinante, si comincia l'avventura del conoscere. Del resto come diceva Sant'Agostino non c'è conoscenza senza amicizia, senza che uno guardi la realtà implicando le sue esigenze fondamentali!
lunedì 4 agosto 2008
Freeze : la doppia faccia della comunicazione
lunedì 21 luglio 2008
Gadamer e l'arte
martedì 17 giugno 2008
Filosofia e terapia: nuovo business?

Sabato 17 maggio 2008 alle ore 18,30 presso la sala conferenze della Società di Mutuo Soccorso di Fossano (Via Roma 74) il Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo (CeSPeC) di Cuneo organizza una conferenza sul tema "Filosofia e terapia: un nuovo business?", rientrante nel progetto pluriennale "Pensiero in formazione... Linee di ricerca sperimentale a partire dalla filosofia per e con i bambini", realizzato con il sostegno della Fondazione CRT (progetto Alfieri) e della Fondazione CRF. Interverranno all'incontro il sociologo Alessandro Dal Lago (Università di Genova) e Antonio Cosentino (CRIF e Università della Calabria). Introduce Francesco Tomatis (Università di Salerno). L'ingresso è libero.La filosofia può curare? La lettura di un brano filosofico può servire per curare se stessi e gli altri? Si tratta di interrogativi che si vanno diffondendo negli ultimi anni a seguito della vasta diffusione delle pratiche filosofiche (consulenza filosofica, vacanze filosofiche, dialogo socratico, filosofia per e con i bambini, caffé filosofici). Il sociologo genovese Alessandro Dal Lago - autore del volume Il business del pensiero. La consulenza filosofica tra cura di Sé e terapia degli altri (manifestolibri, Roma 2007) che sarà presentato nel corso dell'incontro - si interroga con grande brillantezza intellettuale, e a tratti con funambolica ironia, sulla presenza, nelle nostre società "liquide" (e anche sulla rete in forme talora un po' surreali) di una crescente offerta di filosofia che finisce per coinvolgere e contagiare anche il mondo dell'impresa e del business. Naturalmente non si tratta della filosofia, intesa in senso dottrinale e dottrinario, così come essa continua ad essere seriosamente praticata nelle nostre Università e dall'altro delle cattedre, ma di quella filosofia come "cura del sé" o "stile di vita", di cui ha parlato lo storico Pierre Hadot, richiamando l'attualità del ruolo della filosofia e del filosofo nella tarda antichità greco-romana a partire dall'esempio di Socrate.Le pungenti osservazioni critiche di Dal Lago nei confronti di questo complessivo movimento, ma che si rivolgono anzitutto alla "consulenza filosofica" in senso stretto, si possono ricondurre ad alcuni elementi problematici del mondo delle pratiche, che possono valere come monito salutare e aiuto per chi si dedica con passione (e per lo più con sostanziale disinteresse) alla pratica della filosofia. La prima accusa è senz'altro quella di "spiritualismo" o di riduzione dell'esteriorità a mera appendice dell'interiorità: le pratiche costituirebbero infatti la riproposizione del socratismo del "conosci te stesso" nella sua rilettura tardo-antica e agostiniano-neoplatonica. In tal senso, la "filosofia" verrebbe interpretata in chiave irenica, ma a prezzo della rinuncia a una vocazione pubblica e politica della filosofia. In un'epoca, come quella odierna, di crisi e di riflusso dopo l'effervescenza degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, non sarebbe infatti più possibile per il filosofo - ma anche per l'intellettuale in genere - individuare forme efficaci e non compromissorie di lotta per la trasformazione dell'assetto del tardo-capitalismo della modernità globale. La filosofia si ridurrebbe pertanto ad aiutare un'umanità disorientata e segmentata a coltivare il piccolo orticello della cura di sé. Cosa non difficile in un mondo in cui tutti avvertirebbero il bisogno di aiuto e di sicurezza a diversi livelli e si sentirebbero più o meno "malati" o "bisognosi di consulenza" da parte di esperti più o meno accreditati. Un mondo impolitico e dominato dall'insicurezza in cui è già molto pensare anzitutto alla propria armonia interiore in perenne instabilità.La seconda accusa di Dal Lago è che tali strategie filosofiche di risposta alla metamorfosi dell'età globale verrebbero utilizzate, in forma più o meno consapevole, in chiave di auto-legittimazione, o comunque in chiave compensativa, da parte del capitalismo globale.In altri termini, si chiama il filosofo nell'ambito aziendale, in qualità di consulente, o di coach, per accrescere la produttività del "capitale umano" dell'impresa. In tal modo la funzione "critica" della filosofia andrebbe giocoforza perduta o verrebbe marginalizzata. Per non parlare del compiacimento dei leader globali impegnati in guerre di civiltà per una filosofia relegata negli interstizi del sé.Infine, se la filosofia entra nel mondo del business corre dunque naturalmente il rischio di farsi essa stessa business e di transitare rapidamente dal paradigma socratico a quello sofistico, per cui il consulente-filosofo venderebbe a caro prezzo il suo farmaco, ancor più indeterminato e di dubbia efficacia di altri.Nel corso della conferenza si avrà la possibilità di discutere di tali questioni, per verificare se le osservazioni critiche di Dal Lago colgano nel segno o non costituiscano invece una lettura parziale del vasto e articolato mondo delle pratiche filosofiche, nella loro ricchezza e differente articolazione. È vero che tutte le pratiche favoriscono una deriva interioristica o solipsistica e un ripiegamento su se stessi? Non potrebbero alcune tra esse - quale ad esempio la "Philosophy for Children" - costituire invece, sia pure in forma ambivalente, una risposta alla crisi della polis e un tentativo di ritessere la sfera pubblica pre-politica nella sua articolazione dialogica e intersoggettiva? Nella soluzione dei problemi globali, che non hanno mai risposte "locali" - come sostiene Ulrich Beck -, si può davvero prescindere dal faticoso ritrovamento di un'identità narrativa sul fondamento del dialogo con gli altri?I relatori Alessandro Dal Lago è professore di sociologia della cultura presso l'Università di Genova. Tra i suoi interessi di studio si contano, oltre ai temi classici del pensiero sociologico, anche questioni specifiche, quali le migrazioni, il multiculturalismo, la devianza e il suo controllo sociale e politico, lo sport, l'arte e la letteratura. Tra le sue pubblicazioni: Non-persone. L'esclusione dei migranti in una società globale, Feltrinelli, Milano 1999 (quinta ed. 2005); Giovani, stranieri & criminali, Manifestolibri, Roma 2001; (con E. Quadrelli) La città e le ombre. Crimini, criminali, cittadini, Feltrinelli, Milano 2003 (seconda ed. 2006); Polizia globale. Guerra e conflitti dopo l'11 settembre, Ombre corte, Verona 2003; (con S. Giordano) Mercanti d'aura. Logiche dell'arte contemporanea, Il Mulino, Bologna 2006; infine, Il business del pensiero. La consulenza filosofica tra cura di sé e terapia degli altri, Manifestolibri, Roma 2007.Antonio Cosentino è docente di filosofia nei licei e supervisore di tirocinio presso la SSIS dell'Università della Calabria. È uno dei più autorevoli esponenti del mondo delle pratiche filosofiche e della "Philosophy for Children" (P4C) in Italia. Ha pubblicato numerosi contributi su tematiche pedagogiche e sulla didattica della filosofia, tra cui Filosofia e formazione. 10 anni di Philosophy for children in Italia, 1991-2001, Liguori, 2002, Costruttivismo e formazione. Proposte per lo sviluppo della professionalità docente, Liguori, 2002, Pratica filosofica e professionalità riflessiva: un'esperienza
